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La scottona non è una razza, ma una femmina di bovino giovane (tra i 15 e i 22 mesi circa) che non ha mai partorito. Grazie alla maturità sessuale raggiunta, la sua carne è caratterizzata da una naturale morbidezza e da infiltrazioni di grasso (marezzatura) che la rendono ideale per la griglia e superiore, per tenerezza, a quella del vitellone.
Se ti sei mai chiesto davanti al banco macelleria perché costi di più o se sia diversa dal manzo classico, sei nel posto giusto. In questa guida analizziamo le differenze tecniche e, soprattutto, come non rovinarla in cottura.
Ricorda che la scottona è solo una delle tante categorie di carne bovina che puoi trovare dal macellaio: ognuna ha caratteristiche diverse in base a età e sesso.
La risposta breve è: No. Molti pensano che “Scottona” sia una razza come “Chianina” o “Angus“. È un errore comune. La scottona è una categoria commerciale legata all’età e al sesso dell’animale.
Significa che puoi acquistare una scottona di razza Chianina, una scottona di razza Piemontese o una scottona di Limousine. La confusione nasce dal fatto che spesso, nei menu dei ristoranti o al supermercato, viene indicata solo come “Bistecca di Scottona”, omettendo la razza di provenienza.
Differenze: scottona, vitellone e manzo
Per capire cosa stai comprando, devi guardare la carta d’identità dell’animale. Ecco le differenze sostanziali che influenzano il sapore e la consistenza:
Tipologia
Chi è?
Caratteristiche Carne
Scottona
Femmina giovane (< 24 mesi) che non ha partorito.
Tenerissima, grasso infiltrato, gusto delicato e dolce.
Vitellone
Maschio giovane (12-24 mesi).
Carne magra, rosso acceso, più consistente e proteica.
Manzo / Vacca
Femmina adulta (ha partorito) o maschio castrato (bue).
Sapore intenso, grasso spesso e giallognolo, richiede frollatura.
Perché la scottona costa di più?
Se hai notato che il prezzo al chilo è superiore a quello del vitellone, c’è un motivo economico preciso, non è solo una speculazione di mercato. Macellare una femmina giovane e fertile, che non ha ancora partorito, rappresenta per l’allevatore un “mancato guadagno”. Quell’animale avrebbe potuto produrre latte e vitelli per anni. Interrompere il ciclo vitale così presto garantisce una carne di qualità superiore, ma ha un costo di produzione più alto che si riflette sul prezzo finale. A questo aggiungi la legge della domanda e dell’offerta: oggi la scottona è la carne più richiesta in Italia, e questo inevitabilmente spinge i prezzi verso l’alto.
Perché è così tenera? Questione di fisiologia
Il motivo per cui gli chef cercano la scottona risiede nella fisiologia dell’animale. Le differenze ormonali naturali tra maschi e femmine influenzano radicalmente lo sviluppo muscolare e la distribuzione del grasso.
Mentre nel maschio (vitellone) prevale lo sviluppo di massa muscolare magra e potente, nella femmina giovane il metabolismo favorisce due caratteristiche che per noi sono oro colato:
Tessuti delicati: le fibre muscolari tendono a essere meno spesse e il tessuto connettivo meno tenace rispetto a un maschio adulto.
Marezzatura: c’è una predisposizione naturale all’accumulo di grasso intra-muscolare (le venature bianche) piuttosto che solo esterno.
Il risultato è una carne che unisce la delicatezza strutturale del vitello al sapore già evoluto del bovino, creando quell’effetto “scioglievole” che tutti amano.
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Lo sapevi? Perché si chiama “scottona”?
Una teoria diffusa (anche se non confermata) sostiene che il termine derivi dal fatto che il macellaio si sentiva “scottato” a dover macellare una femmina giovane. Portandola all’età adulta avrebbe potuto produrre latte e vitelli, generando più profitto. Macellarla giovane era un “lusso”, e per questo il prezzo della carne era più alto.
Come cucinare la scottona alla griglia
Qui entriamo nel mio territorio. Avendo fibre delicate e un grasso che scioglie facilmente, la scottona è ottima per le cotture veloci (grilling). Non servono le lunghe cotture che useresti per un taglio tenace di manzo adulto.
La bistecca (Fiorentina/Costata): se hai una costata spessa almeno 4 cm, la tecnica regina è il Reverse Searing. Porta la carne a 46-48°C interni dolcemente e poi scottala. Manterrai intatta la sua scioglievolezza naturale.
Tagli sottili: per tagli come il diaframma o la bavetta di scottona, usa la cottura diretta violentissima. Flip & Brush (gira spesso e spennella).
Il grado di cottura: mai oltre la media. La scottona va gustata al sangue (Rare) o media al sangue (Medium-Rare). Se la cuoci troppo (“Ben cotta”), perderai i succhi che la rendono pregiata, vanificando la spesa extra.
Riconoscere la carne è il primo passo, ma saperla cuocere è ciò che conta. Nel mio manuale “Master Touch” ti insegno le temperature corrette per ogni taglio.
Sì, tendenzialmente ha una maggiore quantità di grasso intramuscolare (marezzatura) rispetto al maschio giovane, che è più magro. Questo grasso però è un pregio: sciogliendosi in cottura rende la carne succosa.
Quanto deve frollare la scottona?
Essendo una carne naturalmente tenera, non richiede frollature estreme come la vacca vecchia (che può arrivare a 60-90 giorni). Una frollatura di 20-30 giorni è ideale per sviluppare il sapore senza renderla troppo forte.
La scottona è carne italiana?
Non necessariamente. “Scottona” indica l’animale, non l’origine. Esiste la scottona polacca, irlandese, tedesca o italiana. Controlla sempre l’etichetta per sapere dove è nata e allevata.
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