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Sei lì che fissi il display del termometro e ti stai chiedendo perché la temperatura della carne non sale, sei nel punto giusto: è lo stallo. Tutto stava andando alla grande: la temperatura del tuo pulled pork saliva costante. Poi, arrivata a 72°C, si è fermata. Passa un’ora: 72°C. Passano due ore: 71°C (è addirittura scesa!). Controlli il fuoco: è acceso. Controlli il termometro: funziona. Inizi a sudare freddo perché gli ospiti arrivano tra tre ore e la carne è bloccata.
Benvenuto nello stallo (in inglese the stall). Se la temperatura della carne non sale, non preoccuparti: non hai sbagliato nulla. È un fenomeno fisico naturale che può colpire praticamente ogni taglio grande da low & slow.
In questo articolo ti spiego esattamente cos’è, perché succede e le 3 strategie per gestirlo senza rovinare la tua grigliata.
Riassunto in 30 secondi
Cos’è: una fase in cui la temperatura interna smette di salire (o scende) per ore.
Perché succede: non è il collagene! È il raffreddamento evaporativo (la carne suda e si raffredda).
Quando succede: tipicamente tra i 65°C e i 75°C, ma dipende dall’umidità.
Cosa fare: hai 3 strade. Aspettare (se hai tempo), avvolgere nel cartoccio (Texas crutch) o alzare un po’ la temperatura.
Sei nel panico? Fai così ORA
Non toccare le prese d’aria per almeno 30 minuti (non fare l’effetto yo-yo).
Controlla la posizione della sonda: spostala leggermente (sempre nel cuore della carne) per verificare che non sia nel grasso.
Decidi: se hai tempo aspetta, se hai fretta avvolgi subito (cartoccio).
Perché la temperatura carne non sale: la scienza dello stallo spiegata semplice
Per anni si è creduto che se la temperatura della carne non sale è perché si sta sciogliendo il collagene. Falso. La scienza ha dimostrato che il colpevole è uno solo: l’acqua.
Immagina la carne come una spugna piena d’acqua. Quando si scalda, le fibre si strizzano e spingono l’acqua in superficie. Qui entra in gioco il raffreddamento evaporativo (evaporative cooling). È lo stesso principio del sudore umano: quando sudi, l’acqua evapora dalla pelle e ti raffredda.
La carne “suda”. L’evaporazione dell’acqua superficiale consuma energia (calore). Quando l’energia persa per l’evaporazione pareggia l’energia fornita dal barbecue, si crea un equilibrio termico. Il termometro si blocca. E finché c’è acqua da evaporare sulla superficie, la temperatura non salirà in modo significativo.
Tecnica: il concetto di “bulbo umido”
In fisica questo limite si chiama “temperatura di bulbo umido” (*wet bulb*). Finché la superficie della carne è bagnata, l’evaporazione si “mangia” il calore in ingresso. Solo quando la superficie sarà secca (e la crosta formata), la temperatura ricomincerà a salire.
Stallo vero o errore tuo? (Checklist rapida)
Prima di decidere la strategia, assicurati che sia davvero lo stallo fisiologico e non un errore di gestione. Ecco 5 cause comuni per cui la temperatura si blocca quando non dovrebbe:
Sonda posizionata male: se la punta è in una sacca di grasso o tocca l’osso, la lettura è falsata. (Leggi la guida su dove inserire la sonda del termometro).
Termometro non calibrato: stai leggendo 70°C ma magari sei a 60°C.
Temperatura griglia troppo bassa: se il tuo dispositivo è sceso sotto i 100°C, non hai abbastanza spinta per vincere l’evaporazione.
Nebulizzazione (spritz) compulsiva: se apri il coperchio ogni 20 minuti per spruzzare liquidi, stai aggiungendo acqua (che deve evaporare) e raffreddando la camera. Stai allungando lo stallo da solo.
Pezzo troppo piccolo: su tagli piccoli o molto magri lo stallo è breve o impercettibile. Se si blocca, c’è qualcosa che non va nel fuoco.
Quando inizia lo stallo? Non esiste un orario fisso, ma un intervallo di temperatura critico. Lo stallo si presenta solitamente quando la carne raggiunge i 65°C – 75°C al cuore.
Quanto dura lo stallo? Qui sta il dolore. Può durare da 2 a 6 ore. Dipende da:
Umidità dell’aria: più è umido fuori (o dentro il barbecue se usi la vaschetta dell’acqua), più è difficile evaporare, più dura lo stallo.
Flusso d’aria (airflow): un barbecue con molto ricircolo d’aria asciuga prima la superficie e supera lo stallo più in fretta di un dispositivo in ceramica (che trattiene l’umidità).
Le 3 strategie per gestirlo (pro e contro)
Ora che sai cos’è, devi decidere come agire in base a quanto tempo hai prima che arrivino gli ospiti.
Strategia
Tempo
Bark (Crosta)
Succosità
Quando sceglierla
Pazienza (metodo nudo)
Lungo
Eccellente
Buona
Se hai tempo e vuoi la crosta migliore in assoluto
Cartoccio (alluminio)
Molto veloce
Si ammorbidisce
Molto alta
Se sei in forte ritardo e devi servire in fretta
Cartoccio (butcher paper)
Medio
Buono (traspirante)
Alta
Se vuoi accelerare senza sacrificare troppo il bark
Alzare T° (+10–15°C)
Medio
Buono
Variabile
Se non vuoi incartare ma vuoi accorciare i tempi
La pazienza (metodo nudo o naked)
Non fai nulla. Mantieni la temperatura stabile e aspetti che l’acqua finisca di evaporare.
Pro: è il metodo che crea la crosta migliore (bark) in assoluto, spessa e croccante.
Contro: tempi lunghissimi e imprevedibili. La carne resta esposta al calore per ore in più (senza incarto), rischiando di asciugarsi un po’ ai bordi.
Il cartoccio (Texas crutch)
Avvolgi la carne ben chiusa. Se l’umidità non può scappare, non può evaporare. Se non evapora, non raffredda. La temperatura riparte a razzo.
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Pro: tagli i tempi di cottura di ore. La carne rimane umida.
Contro: la crosta si ammorbidisce (effetto vapore).
Se non vuoi incartare ma sei in ritardo, puoi dare gas. Aumentare la temperatura della camera di 10-15°C (portandola ad esempio da 110°C a 125°C) fornisce più energia per vincere l’evaporazione.
Pro: accorcia lo stallo senza rovinare troppo la crosta.
Contro: se esageri (sopra i 150-160°C) bruci gli zuccheri del rub e asciughi le fibre esterne. È una strategia legittima, ma va usata con moderazione.
Attenzione al “fuoco del panico”
L’errore classico del principiante è vedere la temperatura ferma, andare nel panico e aprire tutte le prese d’aria portando il barbecue a 200°C. Risultato? Carne dura, crosta carbonizzata e interno ancora tenace. Non farlo. Se devi accelerare, usa la tecnica del cartoccio.
È normale che la temperatura sia ferma da 3 ore? Sì, assolutamente. È il classico caso in cui la temperatura carne non sale per via dell’evaporazione. Con grossi pezzi di carne (come una punta di petto intera o una spalla di maiale da 5kg) lo stallo può durare anche 4-5 ore. Non toccare nulla.
Se avvolgo (wrap) rovino la crosta? Sì e no. L’alluminio ammorbidisce molto la superficie. La carta da macellaio (butcher paper) la preserva meglio. In ogni caso, puoi recuperare un po’ di croccantezza aprendo il cartoccio negli ultimi 20–30 minuti, quando sei già vicino alla temperatura finale.
La nebulizzazione (spritz) aiuta o peggiora? Spruzzare liquidi migliora il sapore e l’anello di fumo (smoke ring), ma allunga lo stallo. Ogni volta che bagni la superficie, aggiungi acqua che deve evaporare, raffreddando la carne. Se sei di fretta, posa lo spruzzino.
A che temperatura devo avvolgere? Non guardare solo il termometro. La regola è: avvolgi quando la crosta è formata (stabile al tatto) e hai raggiunto il colore che ti piace (di solito color mogano scuro). Questo avviene solitamente durante lo stallo, tra i 65°C e i 75°C.
Hai l’attrezzatura, ma hai il controllo?
Sapere cos’è lo stallo è inutile se il tuo barbecue continua a spegnersi o ad avere sbalzi di temperatura. Nel mio manuale “Master Touch” ti insegno a dominare le prese d’aria e il carbone per mantenere la temperatura stabile come un forno, gestendo lo stallo senza stress.
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