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Scottare prima o dopo? Se ti stai chiedendo come cucinare la bistecca per ottenere il massimo dal tuo barbecue, questo è il dilemma che divide gli appassionati in due fazioni. Da una parte i tradizionalisti della “sigillatura” immediata; dall’altra i sostenitori del barbecue moderno.
La risposta, come spesso accade nel barbecue, non è “dipende”. La risposta è la fisica. Alla fine di questo articolo saprai scegliere la tecnica giusta in 10 secondi, guardando solo lo spessore della bistecca.
Non esiste un metodo unico su come cucinare la bistecca alla perfezione: esistono la tecnica giusta e quella sbagliata in relazione alla carne che hai sul tagliere. In questo articolo metteremo a confronto il metodo classico e il reverse searing, analizzando pro e contro.
Questa è la tecnica con cui siamo cresciuti tutti. È lo standard della ristorazione professionale e il metodo che trovi nella maggior parte dei vecchi libri di cucina. Il concetto è lineare: prima si aggredisce la carne con calore violento, poi la si porta a cottura.
Come funziona (schema tecnico)
Rosolatura (searing): si mette la bistecca fredda su una griglia rovente o in una padella di ghisa fumante.
Finitura: se la bistecca è spessa e il cuore è ancora freddo, la si sposta in una zona a temperatura più bassa (cottura indiretta o forno) per raggiungere il grado desiderato.
Pro e contro
Pro: è veloce e intuitivo. Hai un controllo visivo immediato sulla crosta. È perfetto per tagli sottili che cuociono in pochi minuti.
Contro: crea il cosiddetto “effetto bersaglio” (bullseye). Se tagli la bistecca, vedrai una crosta esterna, uno strato grigio di carne stracotta (la grey band) e infine il cuore rosa. Più la bistecca è spessa, più questo gradiente diventa difficile da controllare.
L’evoluzione della tecnica: il flip & brush
Per limitare questo difetto, la scienza moderna ha smentito il vecchio mito del “girare la carne una volta sola”. Girare la bistecca molto spesso (ogni 30-60 secondi) permette una cottura più uniforme, simile a un girarrosto, e riduce lo strato grigio. Questa tecnica si chiama flip & brush (gira e spennella) ed è l’arma segreta per gestire al meglio la cottura diretta su tagli saporiti ma sottili. Se vuoi vedere come si applica nella pratica, leggi la mia guida alla flank steak (bavetta) alla griglia.
Lo sapevi? Perché i ristoranti lo usano
Il metodo classico (o forward searing) è lo standard nei ristoranti per un motivo logistico: la velocità. Uno chef non può impiegare 45 minuti per servire una bistecca in reverse searing durante il servizio. Rosolare subito e finire in forno è il compromesso necessario per gestire i tempi della sala.
Negli anni 2000, grazie ai forum di barbecue e a siti come AmazingRibs, si è diffusa una tecnica controintuitiva codificata inizialmente come “Finney Method”. L’idea era ribaltare il processo: prima cuocere, poi rosolare.
Come funziona (schema tecnico)
Asciugatura: si parte a bassa temperatura (100-120 °C in indiretta o forno) portando la carne molto lentamente vicino alla temperatura target.
Riposo: quando mancano 5-8°C (10-15°F) gradi al target, si toglie la carne.
Rosolatura finale: si finisce la bistecca su brace infernale per pochissimi secondi per lato, solo per creare la crosta.
Pro e contro
Pro: cottura uniforme da bordo a bordo (niente strato grigio). La superficie della carne si asciuga perfettamente durante la fase lenta, garantendo una reazione di Maillard esplosiva e veloce alla fine.
Contro: richiede tempo (anche 45-60 minuti per una fiorentina). Richiede tassativamente l’uso di un termometro.
I consigli di Roberto: il termometro è legge
Non provare a fare il reverse searing a occhio. È impossibile capire cosa succede al cuore della carne mentre cuoce a 100 gradi. Senza un termometro a sonda, rischi di stracuocere l’interno ancora prima di arrivare alla fase di rosolatura, rovinando una bistecca costosa.
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Non fidarti dei metodi empirici come il tatto. Se vuoi sapere come capire se la carne è cotta davvero, l’unica via è la misurazione interna.
La verità che nessuno dice: non sono nemiche
Spesso online si legge che il reverse searing è “meglio” del metodo classico. È un’affermazione incompleta. Il reverse searing non ha sostituito la tecnica tradizionale; l’ha affiancata, dandoci uno strumento in più per gestire situazioni diverse.
Un bravo pitmaster non usa sempre lo stesso martello. Sceglie l’attrezzo in base al chiodo. E il “chiodo”, in questo caso, è lo spessore della carne.
Come cucinare la bistecca: quale tecnica scegliere in base allo spessore
Per non sbagliare mai più, usa questa tabella decisionale basata sulla fisica del calore. Se vuoi approfondire i tagli citati, ti rimando alla mia guida completa alle bistecche.
Tipo di Bistecca
Spessore
Tecnica Migliore
Perché?
Bavetta / Skirt
Sottile (< 2 cm)
Metodo Classico (Diretta)
Il reverse la seccherebbe. Serve shock termico immediato.
Ribeye / Controfiletto
Media (2-3 cm)
Metodo Classico
Il tempo di rosolatura basta a cuocere il cuore.
Costata / Tomahawk
Spessa (4-5 cm)
Reverse Searing
Evita di bruciare l’esterno lasciando il centro freddo.
Fiorentina
Molto Spessa
Reverse Searing
Fondamentale per gestire filetto e controfiletto.
Filetto
Variabile
Classico
Essendo magro, meglio breve rosolatura + riposo.
L’errore più comune che vedo (e che distrugge le bistecche)
Il disastro avviene quando si incrociano le tecniche.
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Reverse su carne sottile: ottieni una suola di scarpe disidratata.
Diretta su carne spessa: ottieni una bistecca bruciata fuori e cruda (non al sangue, proprio fredda) al centro.
Il reverse searing funziona anche nel forno di casa?
Assolutamente sì. Il principio è identico: metti la bistecca sulla griglia del forno a 100 °C (meglio se ventilato) fino a raggiungere la temperatura target, poi la finisci in una padella di ghisa rovente sul fornello. È il metodo migliore per cucinare una fiorentina in appartamento.
Serve davvero il termometro o posso andare a occhio?
Il termometro è obbligatorio, specialmente per il reverse searing. È impossibile capire cosa succede al cuore della carne mentre cuoce lentamente a bassa temperatura. Senza sonda, rischi di stracuocere l’interno ancora prima di arrivare alla fase di rosolatura, rovinando un taglio costoso.
Posso fare reverse searing su una bistecca da 2 cm?
No, è sconsigliato. Una bistecca così sottile si cuocerebbe completamente durante la fase di riscaldamento o si seccherebbe troppo. Per spessori sotto i 3 cm (come bavetta o diaframma), la cottura diretta classica rimane la tecnica migliore per mantenere la succosità.
La tecnica batte la fortuna.
Sapere quando usare una tecnica e come impostare il barbecue per eseguirla (gestione delle bocchette, setup a due zone) è ciò che fa la differenza. Nel mio manuale “Master Touch” ti insegno esattamente questo: il controllo totale del calore.
Non esiste la tecnica migliore in assoluto. Esiste la tecnica giusta per quella specifica bistecca. Il segreto del successo non è il dogma, ma la capacità di adattamento: guarda lo spessore, valuta il grasso e decidi.
Ricorda questa regola d’oro: il reverse searing non è “migliore”: è più preciso. Il metodo classico non è “sbagliato”: è più rapido. La prossima volta che accendi la griglia, non chiederti “come la cuocio?”, ma chiediti “quanto è spessa?”.
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