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Se ami il barbecue e sei sempre alla ricerca di nuovi sapori da mettere sulla griglia, oggi ti porto alla scoperta di un vero gioiello delle steakhouse americane: la Denver Steak. Dimentica i soliti tagli: questo pezzo, ricavato da un muscolo sorprendentemente tenero della spalla, è una delle scoperte più recenti e affascinanti nel mondo della carne. “Ufficializzata” solo nel 2009 grazie a un programma di ricerca del Beef Checkoff Program, la Denver Steak ha conquistato i griller più esigenti con il suo sapore intenso e una marezzatura da competizione.
In questa guida ti accompagnerò passo passo: vedremo dove si trova esattamente questo taglio, come sceglierlo al meglio dal macellaio di fiducia e, soprattutto, come cucinarlo sulla griglia per ottenere un risultato da manuale, di quelli che fanno venire l’acquolina solo a guardarli.
Cos’è la Denver Steak? Il tesoro nascosto nella spalla del manzo
Molti, sentendo parlare di “spalla” o “collo”, pensano subito a tagli adatti a lunghe cotture come brasati o bolliti. Ed è qui che la Denver Steak sorprende. Questo taglio, infatti, proviene dalla spalla del bovino, più precisamente dal reale, ma è un muscolo specifico: il serratus ventralis.
A differenza dei muscoli circostanti, questo lavora pochissimo e rimane protetto, sviluppando così due caratteristiche che noi griller amiamo alla follia:
tenerezza incredibile: è considerato uno dei tagli più teneri in assoluto, subito dopo il filetto.
marezzatura eccezionale: è ricco di grasso intramuscolare (il famoso marbling) che, sciogliendosi in cottura, regala alla carne un sapore profondo e una succosità unica.
Perché in Italia è così difficile trovarla? Il motivo è legato alla tradizione. La macelleria italiana, a differenza di quella americana, non seziona il reale del manzo per isolare questo specifico muscolo. Per questo non esiste un vero e proprio nome italiano e dovrai chiederla al tuo macellaio proprio come Denver Steak.
Lo sapevi? Una bistecca “inventata” in laboratorio
La Denver Steak non è un taglio della tradizione contadina: è frutto della scienza! È stata presentata ufficialmente solo nel 2009 grazie al progetto “Muscle Profiling” delle Università del Nebraska e della Florida.
La scoperta: Gli scienziati hanno analizzato la spalla (taglio povero) muscolo per muscolo, scoprendo che il Serratus Ventralis nascosto all’interno è in realtà il quarto muscolo più tenero di tutto l’animale.
Il nome: Non c’entra nulla con la città del Colorado! Il nome “Denver” è stato scelto a tavolino da un focus group perché evocava il fascino del West americano e suonava bene per il grande pubblico.
Scegliere la Denver Steak perfetta: guida all’acquisto
Per un risultato eccellente, la materia prima è tutto. Ecco cosa guardare:
Spessore: noi consigliamo uno spessore di almeno 3-4 centimetri. Questo ti permetterà di creare una crosticina esterna da manuale (la famosa sear) mantenendo un cuore succoso e al sangue.
Marezzatura: osserva bene la carne. Cerca delle venature di grasso sottili e ben distribuite su tutta la superficie. Più la marezzatura è fitta e omogenea, più la bistecca sarà saporita e tenera.
Dove comprarla: il tuo macellaio di fiducia è sempre un ottimo punto di partenza. Se non la tratta, rivolgiti a macellerie specializzate in tagli americani o a shop online di qualità che trattano carni per barbecue
🥩 COSA DIRE AL MACELLAIO (SALVAMI!)
In Italia il termine “Denver Steak” è quasi sconosciuto. Se chiedi questo taglio, probabilmente tornerai a casa a mani vuote. Ecco la frase esatta da dire al tuo macellaio di fiducia per farti dare il pezzo giusto:
“Vorrei un pezzo dal taglio del Reale (o Sottospalla). Mi serve che tu isoli il muscolo specifico che si chiama Serratus Ventralis (quello situato sotto la scapola). Mi serve pulito e sgrassato per farlo alla griglia.”
💡 Tip: Se ha dubbi, fagli vedere una foto del taglio crudo presente in questo articolo. Un macellaio esperto riconoscerà subito la marezzatura e la forma del muscolo.
Preparazione della Denver Steak
Preparare al meglio la Denver Steak è la chiave per trasformare un semplice taglio in un’esperienza di barbecue indimenticabile. In questa fase, ogni dettaglio conta: dalla temperatura della carne alla direzione delle fibre, fino alla scelta del condimento.
Dal frigo alla griglia: il segreto per la crosta perfetta
Dimentica la vecchia regola della nonna di tenere la carne fuori dal frigo un’ora prima. È un mito sfatato dalla scienza del barbecue. Per tagli come la Denver Steak, è meglio andare direttamente dal frigo alla griglia. Perché? Perché il freddo interno protegge la carne: ti regala più tempo per cauterizzare l’esterno e ottenere una crosta croccante e saporita (reazione di Maillard) senza rischiare di stracuocere il cuore o creare quella sgradevole fascia grigia sotto la superficie.
Asciuga e osserva le fibre
Prima di condire, tampona la bistecca con carta da cucina per eliminare l’umidità superficiale. Questo è fondamentale per innescare al meglio la reazione di Maillard, responsabile della crosticina dorata e del sapore intenso. Un trucco da veri pitmaster: osserva attentamente la direzione delle fibre della carne prima di cuocere. Sapere già come tagliare controfibra una volta pronta, assicurerà fette tenere e facili da masticare.
Il Condimento (Rub): la semplicità vince
La preparazione della Denver Steak inizia con un condimento semplice ma mirato. Un velo leggero di olio extravergine d’oliva come legante e un semplicissimo rub SPG a base di sale, pepe nero macinato fresco e un tocco di aglio in polvere sono più che sufficienti per esaltarne il gusto senza coprirlo. La Denver Steak ha un sapore pieno e deciso: il nostro compito è valorizzarlo, non mascherarlo.
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Cottura della Denver Steak alla griglia
La Denver Steak esprime tutto il suo potenziale con una cottura diretta e intensa: calore alto, tempi brevi e tanta attenzione ai dettagli.
Prepara il barbecue
Che tu stia usando un barbecue a gas o a carbone, l’obiettivo è lo stesso: creare una zona di calore diretto molto potente. Lascia sempre una zona di sicurezza dove riparare in caso di fiammate o per terminare la cottura, insomma un classico set up a 2 zone. Porta i bruciatori al massimo o prepara una brace viva e ardente. Pulisci bene la griglia con una spazzola e, quando è rovente, ungila leggermente con un tovagliolo bagnato d’olio per evitare che la carne si attacchi.
Cuoci la bistecca
Adagia la Denver Steak nella parte più calda della griglia e ascolta il caratteristico sfrigolio. Ti consigliamo di girarla spesso, circa ogni minuto o minuto e mezzo: questo metodo, chiamato flipping, garantisce una crosta esterna perfetta senza cuocere troppo l’interno. Per il cuore della carne non affidarti all’occhio: un buon termometro a sonda istantanea è l’unico modo per essere precisi. Per questo taglio, la temperatura ideale è 52-54 °C per una cottura media al sangue (medium-rare), che regala il perfetto equilibrio tra tenerezza e sapore.
Raggiunta la temperatura desiderata, sposta la bistecca su un tagliere e lasciala riposare almeno 5 minuti o più a seconda dello spessore, coprendola con un foglio di alluminio senza sigillarla. Ora torna alle fibre che avevi osservato prima della cottura: con un coltello ben affilato, taglia a fette di circa 1 cm procedendo controfibra, in modo perpendicolare alla direzione delle fibre. Questo semplice accorgimento rompe le fibre muscolari e assicura massima tenerezza a ogni morso.
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I migliori abbinamenti per la tua Denver Steak
Una carne così buona è fantastica anche da sola, ma se vuoi accompagnarla, ecco qualche idea: salse: una salsa chimichurri fresca e acidula è il suo abbinamento ideale (trovi la mia ricetta qui). contorni: delle classiche patate al forno, verdure grigliate di stagione, una fresca insalata o una pannocchia al burro completeranno il piatto alla perfezione.
Denver Steak alla griglia – Il taglio americano che conquista al primo morso
Scopri come cucinare la Denver Steak alla griglia. Un taglio di carne americano ricco di marezzatura e sapore, perfetto per una cottura diretta e veloce, con il taglio finale controfibra per massima tenerezza.
Togli la Denver Steak dal frigorifero almeno 1 ora prima della cottura per portarla a temperatura ambiente
Preparazione e pulizia
Tampona bene la carne con carta assorbente per asciugarla (fondamentale per la reazione di Maillard).
Individua la direzione delle fibre prima della cottura: sarà importante al momento del taglio.
Condimento
Spennella leggermente con olio EVO.
Condisci con sale e pepe a piacere.
Aggiungi, se vuoi, una leggera spolverata di aglio in polvere per un rub SPG.
Preparazione del barbecue
Imposta una cottura diretta ad alta temperatura.
Se a gas, porta i bruciatori al massimo.
Se a carbone, prepara una brace viva e intensa.
Pulisci la griglia e ungila leggermente con un tovagliolo imbevuto di olio.
Cottura della Denver Steak
Posiziona la bistecca nella zona più calda della griglia.
Cuoci girando spesso, ogni 1-1,5 minuti, per ottenere una crosta uniforme senza cuocere troppo l'interno.
Usa un termometro a lettura istantanea per controllare la temperatura al cuore.
Temperature consigliate
Medium al sangue: 54-57°C
Media: 57-60°C
Riposo
Rimuovi la bistecca dalla griglia e lasciala riposare su un tagliere per 5-10 minuti a seconda della grandezza e dello spessore, coperta con un foglio di alluminio (senza sigillarla).
Taglio controfibra
Con un coltello ben affilato, taglia fette di circa 1 cm di spessore sempre perpendicolari alla direzione delle fibre per garantire la massima tenerezza.
Non esiste una traduzione ufficiale italiana. È un taglio americano ricavato dal muscolo Serratus Ventralis del bovino, che si trova nella zona del Reale (sottospalla). Chiedilo al tuo macellaio specificando di isolare questo muscolo.
Che differenza c’è tra Denver Steak e Flat Iron Steak?
Entrambe provengono dalla spalla, ma sono diverse. La Flat Iron (Cappello del Prete) è più piatta, magra e regolare. La Denver Steak è più spessa, compatta e presenta una marezzatura (grasso intramuscolare) molto più intensa e ricca.
Posso cuocere la Denver Steak in padella?
Sì, assolutamente. Usa una padella di ghisa rovente con un filo d’olio. La tecnica è la stessa della griglia: calore molto alto, girala spesso (flipping) e portala a 52-54°C al cuore per una cottura media al sangue.
Conclusione: perché la Denver Steak diventerà la tua preferita
La Denver Steak è la prova che non serve spendere una fortuna in Filetto o Ribeye per mangiare una carne strepitosa. È un taglio “intelligente”: costa il giusto, si cuoce velocemente e regala un sapore di manzo autentico e profondo che tagli più nobili spesso non hanno.
Il segreto è tutto nel rispetto della materia prima: cottura violenta, riposo paziente e taglio controfibra. Se segui queste tre regole, il risultato è garantito.
Ora tocca a te: accendi la griglia (o scalda la padella) e fammi sapere nei commenti com’è andata!
Hai il taglio giusto, ora non sbagliarlo.
Scegliere la Denver Steak è solo l’inizio. Per ottenere quella crosta perfetta senza stracuocere l’interno, devi saper gestire le temperature del tuo dispositivo come un professionista. Nel mio manuale “Master Touch” ti insegno a smettere di “cuocere a occhio” e a iniziare a grigliare con metodo scientifico.
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