Benvenuti di fronte alla Montagna Sacra del barbecue, la sfida definitiva per ogni pitmaster: il brisket, la punta di petto di manzo affumicata.
Preparare un brisket è un viaggio. Richiede 12 ore di cottura, un taglio di carne costoso e una tecnica precisa. La paura di sbagliare e ritrovarsi dopo mezza giornata con un pezzo di carne dura e secca è reale e comprensibile.
Ma è proprio per questo che ho creato questa guida. Prenderò la mia esperienza di anni, distillata da innumerevoli prove e anche qualche errore, e te la servirò in un percorso passo-passo che eliminerà ogni tuo dubbio. Ti insegnerò non solo la ricetta, ma la filosofia che sta dietro a ogni passaggio.
Sei pronto ad affrontare la sfida e a creare un capolavoro che lascerà i tuoi ospiti a bocca aperta? Iniziamo.
*Articolo aggiornato Settembre 2025
Il taglio: come trovare e riconoscere il brisket in Italia
Prima ancora di accendere il fuoco, dobbiamo affrontare la prima, grande sfida per un pitmaster in Italia: ottenere il taglio di carne giusto. Mentre negli Stati Uniti basta chiedere un “full packer brisket”, da noi la situazione richiede un po’ più di dialogo con il proprio macellaio di fiducia.
Capire l’anatomia di questo pezzo di carne è il primo passo per sapere esattamente cosa chiedere.
L’anatomia del brisket: “flat” e “point” spiegati semplici
Il brisket non è altro che la punta di petto del manzo. È un muscolo che lavora moltissimo, e per questo è ricco di tessuto connettivo e grasso, il che lo rende tenace se cotto velocemente, ma incredibilmente saporito e tenero se cotto con la tecnica low & slow.
Un brisket intero è composto da due muscoli sovrapposti, separati da uno strato di grasso:
- Il “Flat” (Pectoralis Profundus): è il muscolo più grande e magro che sta sotto. È di forma rettangolare e più uniforme. È da qui che si ricavano le classiche fette di brisket perfette e ordinate. Il suo nome italiano è fiocco.
- Il “Point” (Pectoralis Superficialis): è il muscolo più piccolo, grasso e irregolare che si trova sopra il flat. È la parte più saporita e succosa del brisket, quella da cui si ricavano i “burnt ends”. Il suo nome italiano è punta.
Per una cottura perfetta, abbiamo bisogno del taglio intero, con entrambi i muscoli e la sua copertura di grasso.
Come chiederlo al tuo macellaio (la richiesta perfetta)
Se entri in una macelleria italiana e chiedi semplicemente una “punta di petto”, al 99% ti verrà dato solo il fiocco (il flat), spesso già privato di tutta la sua preziosa copertura di grasso.
Per ottenere il taglio giusto, devi essere specifico. Ecco cosa chiedere al tuo macellaio:
La richiesta da fare: “Avrei bisogno di una punta di petto di manzo intera, non separata, includendo sia il fiocco che la punta (i due muscoli pettorali). Fondamentale, la vorrei non rifilata, lasciando intatta la sua copertura di grasso superiore (il fat cap). Mi serve per una cottura lenta tipo barbecue americano, quindi ho bisogno che il taglio sia il più integro possibile.”
I consigli di Roberto: la tua checklist per il macellaio
Pianifica in anticipo (NON andare all’ultimo minuto): il brisket intero non è un taglio che trovi comunemente sul banco. Chiama il tuo macellaio con almeno 3-4 giorni di anticipo per spiegargli cosa ti serve e dargli il tempo di preparartelo.
Chiedi il peso giusto (NON scendere sotto i 5 kg): un brisket più piccolo di 5-6 kg avrà quasi sempre un flat troppo sottile, che si seccherà irrimediabilmente durante le lunghe ore di cottura. Un pezzo di buone dimensioni è la tua prima assicurazione per un risultato finale succoso.
Prepara un piano B (le macellerie online): se il tuo macellaio di fiducia non riesce ad aiutarti, non disperare. Oggi esistono eccellenti macellerie online specializzate in tagli americani che ti spediscono a casa un brisket “packer cut” già pronto per essere lavorato. È un’opzione sicura e di altissima qualità.
Come scegliere il brisket perfetto: la guida alla qualità
Ora che sai cosa chiedere, come riconosci un brisket di qualità? Valutare attentamente alcuni aspetti visivi è fondamentale per garantirti un ottimo punto di partenza.
La marmorizzazione (il grasso che conta)
Un buon brisket deve presentare una discreta quantità di grasso distribuito uniformemente tra le fibre muscolari (la marezzatura o marmorizzazione). Questo grasso intramuscolare è il motore del sapore e della succosità: sciogliendosi durante le lunghe ore di cottura, manterrà la carne incredibilmente umida.
ATTENZIONE: Non tutte le carni “pregiate” sono adatte al brisket
Potresti essere tentato di usare un taglio di manzo di una razza italiana pregiata, come il Fassone Piemontese, pensando di ottenere un risultato superiore. Non farlo.
Razze come il Fassone sono eccezionali per la loro carne magra e tenera, perfette per battute al coltello o cotture veloci. Ma per il low & slow del brisket, la loro più grande virtù (la magrezza) diventa il loro più grande difetto.
Senza un’adeguata infiltrazione di grasso (la marezzatura), anche il brisket più cotto alla perfezione risulterà inevitabilmente asciutto. Per questa preparazione, il grasso non è un nemico, è l’ingrediente più importante.
La flessibilità (il “bend test” da crudo)
Un trucco da veri professionisti per valutare la qualità di un brisket confezionato sottovuoto è il “bend test”. Prendi il pezzo dal centro e prova a piegare le estremità l’una verso l’altra. Un brisket di buona qualità, con un buon contenuto di grasso e fibre rilassate, dovrebbe mostrare una certa flessibilità. Se rimane rigido come un’asse di legno, è probabile che sia un taglio più magro e potenzialmente più tenace.
Qualità e provenienza (dove acquistarlo)
Scegli sempre carne di alta qualità, preferibilmente da allevamenti certificati.
- La scelta migliore: considerando il rapporto qualità/prezzo e la reperibilità sul mercato italiano, la scelta ideale ricade quasi sempre su un brisket di Black Angus di provenienza USA o Australia. Questi tagli sono selezionati appositamente per il barbecue e garantiscono una marezzatura eccellente.
- Dove acquistarlo in Italia: come anticipato, non è sempre facile reperirlo dal macellaio di fiducia. La via più semplice e sicura è spesso quella di rivolgersi a macellerie specializzate in tagli americani o a rivenditori online affidabili che offrono tagli specifici per il barbecue. Negli ultimi anni, fortunatamente, stanno nascendo anche allevamenti italiani di alta qualità che propongono questo tipo di prodotto.
La preparazione: il trimming
Un brisket di qualità è solo il punto di partenza. Ora dobbiamo prepararlo per la lunga cottura, e lo faremo con due passaggi fondamentali: il trimming (la rifilatura) e l’applicazione del rub.
Il “trimming”: l’arte di scolpire il brisket
Il trimming non è un’operazione estetica, ma un passaggio tecnico cruciale che influenzerà l’intera cottura. L’obiettivo è duplice:
- Dare una forma aerodinamica: per garantire che il calore e il fumo avvolgano il brisket in modo uniforme, senza ostacoli.
- Rimuovere il grasso che non serve: eliminare le parti di grasso troppo spesse e dure che non si scioglierebbero completamente in cottura.
Quanto grasso superficiale (fat cap) rimuovere?
Qui ci sono diverse scuole di pensiero. La mia filosofia, basata sull’esperienza, dipende dal tipo di carne che hai di fronte:
- Se hai un brisket di alta qualità (es. Black Angus): con una buona marezzatura interna, io prediligo una rifilatura aggressiva. Rimuovo quasi tutto il grasso superficiale. Questo espone la carne viva agli effetti del fumo e del rub, garantendo la formazione di un bark (crosticina) eccezionale su tutta la superficie.
- Se hai un brisket più magro: in questo caso, il grasso superficiale è tuo amico. Lasciane uno strato generoso (circa 1 cm). Sciogliendosi, aiuterà a mantenere la carne umida e succosa, compensando la scarsa marezzatura interna.
Perché è fondamentale rimuovere le parti sottili e irregolari?
L’altra operazione chiave è la “squadratura” del pezzo. Noterai che le estremità del flat sono spesso molto sottili e frastagliate. Queste parti vanno assolutamente rimosse. Se le lasciassi, si cuocerebbero troppo in fretta, diventando secche e carbonizzate dopo poche ore, rovinando il risultato finale.
I consigli di Roberto: non aver paura di tagliare!
Nulla di ciò che rimuovi andrà sprecato. Tutti i ritagli di carne e grasso (i trimmings) sono un tesoro. Conservali: puoi macinarli per fare degli hamburger spettacolari, usarli per arricchire un ragù o preparare dei baked beans (fagioli stufati) dal sapore indimenticabile.
Il sapore: rub, injection e la filosofia texana
Ora che il nostro brisket è scolpito e pronto, è il momento di costruire il sapore. Nel mondo del brisket, specialmente in Texas, vige una regola sacra: “less is more” (meno è meglio). Il protagonista assoluto deve rimanere il sapore del manzo, esaltato, non coperto.
Per farlo, useremo due tecniche: l’injection per insaporire e idratare la carne dall’interno, e il rub per creare una crosta esterna saporita.
L’injection: il segreto per un brisket super succoso
L’injection è una soluzione liquida, di solito a base di brodo, che viene iniettata direttamente nella carne con con un’apposita siringa. È il modo più rapido ed efficace per portare sapore e, soprattutto, umidità in profondità, una vera assicurazione contro il rischio di un flat asciutto.
- È obbligatoria? No, non è indispensabile, soprattutto se sei alle prime armi o se hai un brisket di altissima qualità (es. un Wagyu). Ma è vivamente consigliata per portare umidità e sapore in profondità, una vera assicurazione contro il rischio di un flat asciutto.
- Quanto iniettare: la regola generale è iniettare un volume di liquido pari a circa il 10% del peso della carne post-trimming (es. 500 ml di liquido per un brisket da 5 kg).
- Come iniettare: immagina di creare una griglia sulla superficie della carne. Inietta piccole quantità di liquido ogni 2-3 cm, sia sul flat che sul point, cercando di distribuirlo in modo più omogeneo possibile.
I consigli di Roberto: il passaggio chiave dopo l’injection
Dopo aver iniettato il liquido, non procedere subito al rub. Prendi della carta da cucina e asciuga meticolosamente tutta la superficie del brisket, rimuovendo ogni traccia di umidità.
Questo passaggio è obbligatorio per due motivi: permette al rub di aderire perfettamente e garantisce la formazione di un bark croccante e uniforme. Saltarlo significa rischiare una crosta a chiazze e poco saporita.
Ricetta Base per una Beef Injection Semplice:
Non servono ricette complesse. Procurati un ottimo brodo di manzo, possibilmente sgrassato e a basso contenuto di sodio. Scaldalo leggermente e, se vuoi, aggiungi un paio di cucchiai di salsa Worcestershire per una nota umami e un pizzico del tuo rub. Lascia raffreddare e sei pronto a iniettare.
Il rub: la trinità del sapore texano (SPG)
Dimentica i rub dolci e complessi del maiale. Per un tradizionale Texas Brisket, il rub è quasi una religione e si basa su tre soli ingredienti: Sale, Pepe, Aglio (Salt, Pepper, Garlic).
- Perché così semplice? Perché in una cottura così lunga, gli zuccheri tenderebbero a bruciare, creando un bark amaro. Un rub semplice, invece, esalta il sapore del manzo senza mai coprirlo.
- Come applicarlo: dopo aver asciugato la superficie del brisket (se hai fatto l’injection), puoi usare un legante come un velo di senape o di salsa Worcestershire per far aderire meglio le spezie. Applica il rub in modo uniforme su tutti i lati, picchiettando leggermente con il palmo della mano per farlo aderire bene.
La Ricetta del “Rub SPG+” di Passione BBQ
La ricetta classica prevede parti uguali, ma per un palato italiano può risultare troppo pepata. La mia versione bilanciata, che ti consiglio di provare, è:
- 2 parti di sale fino
- 1 parte di pepe nero macinato grosso (fondamentale che non sia polvere fine)
- ½ parte di aglio in polvere
I consigli di Roberto: due aggiunte per personalizzare il tuo rub
La base Sale-Pepe-Aglio è sacra, ma se vuoi dare un tocco personale, ecco due ingredienti da aggiungere con moderazione:
-
Cipolla in polvere: per una nota di sapore umami (quel gusto ricco e “carnoso”) che approfondisce il gusto del manzo.
-
Paprika dolce: non tanto per il sapore, quanto per aiutare a ottenere un bark dal colore mogano più intenso e accattivante.
Ricorda sempre la regola del Texas: il manzo prima di tutto. Usa queste spezie come un sussurro, non come un urlo.
Se invece preferisci la praticità, esistono ottimi rub SPG già pronti che garantiscono un risultato eccellente.
Il riposo in frigorifero: un passaggio cruciale per il sapore
Dopo aver applicato il rub, non avere fretta di andare in cottura. Lasciare riposare la carne in frigorifero per qualche ora (idealmente per tutta la notte) è un passaggio fondamentale che fa una differenza enorme sul risultato finale.
Durante questo tempo, il sale nel rub agisce attraverso un processo chiamato “salamoia a secco” (dry brining), penetrando in profondità nelle fibre della carne e insaporendola dall’interno. Esistono due modi principali per farlo:
Metodo 1 (Consigliato per il Miglior Bark): Scoperto su una Griglia
Posiziona il brisket su una griglia (per permettere all’aria di circolare) e mettilo in frigorifero senza coprirlo. Questo non solo permette al sale di agire, ma asciuga perfettamente la superficie, garantendoti la formazione di una crosticina (bark) eccezionale fin dalle prime ore di cottura.
Metodo 2 (Più Pratico e Comune): Avvolto nella Pellicola
Avvolgi strettamente il brisket in un paio di giri di pellicola alimentare prima di metterlo in frigo. Questo metodo è ottimo per insaporire la carne e ha il vantaggio di essere più pratico e igienico in un frigorifero domestico.
I consigli di Roberto: scoperto o avvolto? il mio verdetto per il bark perfetto
Entrambe le tecniche sono valide, ma se mi chiedi quale scegliere per ottenere il miglior risultato possibile sul brisket, la mia risposta è netta: preferisco il metodo “scoperto”.
Perché? L’asciugatura lenta e costante della superficie che avviene in frigorifero è il segreto per ottenere un bark (crosticina) più scuro, più croccante e che si forma più in fretta durante le prime ore di cottura. È un vantaggio tecnico innegabile.
L’unico accorgimento, se scegli questo metodo, è la sicurezza: assicurati di avere uno spazio dedicato in frigorifero dove la carne cruda non possa entrare in contatto con altri alimenti.
La cottura low & slow: la guida passo-passo
Ora che il brisket è preparato, inizia il viaggio. La cottura è una maratona, non uno sprint. L’obiettivo è mantenere una temperatura bassa e costante (tra i 110°C e i 120°C) per molte ore.
Lo strumento ideale è uno smoker (verticale, offset, a pellet), ma con i giusti accorgimenti si possono ottenere risultati eccellenti anche in un Kettle o in un Kamado. Se non possiedi un barbecue, puoi persino usare il forno di casa, rinunciando ovviamente al sapore di fumo ma ottenendo comunque una carne tenerissima.
Ecco le tre fasi fondamentali del processo.
L’affumicatura e la formazione del bark (le prime 4-5 ore)
Questa è la fase in cui costruiamo il sapore.
- Imposta il setup: stabilizza il tuo barbecue per una cottura indiretta a circa 110-120°C, ti consiglio di utilizzare il minion method o lo snake per garantirti molte ore a temperatura costante senza dover rabboccare il carbone.
- Aggiungi il legno: posiziona 2-3 pezzi (chunks) di legno da affumicatura (per il manzo, i classici sono hickory o quercia) sopra le braci accese.
- Metti in cottura: posiziona il brisket sulla griglia, in zona di cottura indiretta. Inserisci le sonde del termometro (una nel punto più spesso del flat e una nel point) e, se ne hai una terza, posizionala sulla griglia per monitorare la temperatura ambiente.
- Affumica: chiudi il coperchio e lascia che il fumo faccia la sua magia per almeno 4-5 ore, o finché non avrai raggiunto il tuo obiettivo per questa fase.
Qual è l’obiettivo?
Ottenere un bark (crosticina) di un bel colore mogano scuro, uniforme e, soprattutto, che non si “sporca” se lo tocchi con un dito. La temperatura interna in questa fase è solo un indicatore (sarà intorno ai 70-75°C), ma il vero segnale per passare alla fase successiva è il colore e la consistenza del bark.
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Superare lo stallo: la tecnica del Texas Crutch
Superate le prime ore, noterai che la temperatura interna della carne smetterà di salire, rimanendo bloccata per ore. Non farti prendere dal panico: sei entrato nello stallo. È un fenomeno fisico normale (dovuto al raffreddamento evaporativo) che supereremo con la tecnica del Texas Crutch: avvolgere la carne.
- Prepara il “pacchetto”: stendi un doppio strato di alluminio spesso e resistente o, per un risultato da puristi, un foglio di butcher paper (carta da macellaio rosa).
- Aggiungi umidità: prima di chiudere, puoi aggiungere un po’ di liquido nel cartoccio (es. mezzo bicchiere del brodo usato per l’injection o della Coca-Cola) per aiutare il processo di brasatura.
- Avvolgi e rimetti in cottura: sigilla il pacchetto e riposiziona il brisket nel barbecue. A questo punto, puoi anche alzare leggermente la temperatura di cottura (fino a 130-140°C) per accelerare i tempi.
La prova del nove: quando è davvero pronto? (il “probe tender”)
Ora inizia la fase di attesa finale. L’obiettivo è raggiungere una temperatura interna indicativa tra i 93°C e i 96°C. Ma ricorda: la temperatura è solo un riferimento, non la regola.
Il brisket è veramente pronto solo quando è “probe tender”.
I consigli di Roberto: impara a sentire la carne
Prendi la sonda del tuo termometro (o uno stuzzicadenti di legno) e inizia a “sondare” la carne in più punti, specialmente nella parte più spessa del flat. Il brisket è pronto quando la sonda entra ed esce senza incontrare quasi nessuna resistenza, come se stesse affondando in un panetto di burro a temperatura ambiente. Questa sensazione ti dice che il collagene si è completamente sciolto. Fidati più di questa sensazione che del numero sul display.
Il riposo (resting): il segreto finale che nessuno dovrebbe saltare
Hai raggiunto il “probe tender”. Sei tentato di affettare subito il tuo capolavoro. NON FARLO. Questo è l’ultimo, cruciale passaggio.
- Recupera i succhi: apri il cartoccio, scola e conserva tutti i preziosi succhi di cottura (jus). Ti serviranno dopo.
- Avvolgi di nuovo: richiudi il brisket nel suo cartoccio (o in un nuovo foglio di alluminio).
- Metti a riposare: posiziona il pacchetto in un contenitore isotermico (un frigo da campeggio, avvolto in un vecchio asciugamano, è perfetto) o nel forno di casa spento (ma preriscaldato al minimo e poi spento).
- Aspetta: lascia riposare il brisket per almeno 1-2 ore. Questo riposo lungo e protetto è fondamentale: permette alle fibre muscolari di rilassarsi, ai succhi di ridistribuirsi uniformemente e al collagene residuo di sciogliersi, rendendo la carne ancora più tenera e succosa. Saltare questo passaggio è l’errore che trasforma un brisket perfetto in uno asciutto.
L’arte del taglio (slicing): come non rovinare un capolavoro
Dopo 12 ore di cottura e 2 di riposo, sei all’ultimo passo, quello che separa un buon brisket da uno leggendario. Puoi aver fatto tutto alla perfezione, ma se sbagli il taglio, servirai delle fette dure e gommose.
La regola d’oro, non negoziabile, è una sola: tagliare sempre e solo contro-fibra.
Le fibre muscolari del brisket sono lunghe e tenaci. Tagliandole trasversalmente (“contro-fibra”), le accorciamo, rendendo ogni singolo morso incredibilmente più tenero.
Il problema del brisket: due muscoli, due direzioni
Qui sta la vera difficoltà. Come abbiamo visto, il brisket è composto da due muscoli sovrapposti, il flat e il point, e le loro fibre corrono in direzioni quasi perpendicolari tra loro. Tagliare l’intero pezzo in un’unica direzione significa inevitabilmente tagliare uno dei due muscoli nel modo sbagliato.
La tecnica di taglio perfetta in 3 passaggi
Per un risultato da vero professionista, ecco la procedura da seguire. Avrai bisogno di un tagliere grande e di un coltello lungo e affilatissimo (uno “slicer” da brisket è l’ideale).
- Individua e Separa i Muscoli:
- Osserva il tuo brisket. Noterai una linea di grasso che corre tra il muscolo inferiore (il flat) e quello superiore (il point). Con il tuo coltello, segui delicatamente quella vena di grasso e separa i due muscoli. Ora hai due pezzi distinti, molto più facili da gestire.
- Affetta il Flat (il Fiocco):
- Prendi il flat, il muscolo più grande e magro. Osserva attentamente la direzione delle sue fibre muscolari. Posiziona il coltello in modo perpendicolare a queste fibre e inizia a tagliare delle fette con uno spessore di circa 6-8 millimetri (come una matita). Man mano che le tagli, disponile in una teglia e irrorale con i succhi di cottura caldi che avevi conservato.
- Affetta il Point (la Punta):
- Prendi il point, il muscolo più grasso. Noterai che le sue fibre corrono in una direzione diversa rispetto al flat. Ruotalo sul tagliere finché non avrai il coltello di nuovo perpendicolare alle fibre. Affetta anche questo muscolo.
- L’alternativa da Pro (Burnt Ends): invece di affettarlo, puoi tagliare il point a cubetti di circa 2-3 cm. Mettili in una teglia di alluminio, condiscili con un po’ del tuo rub e della tua salsa barbecue preferita, e rimettili nel barbecue per un’altra ora, finché non saranno caramellati. Avrai creato i famosi “brisket burnt ends”, delle caramelle di manzo affumicate che creano dipendenza.
Come servire il brisket: la celebrazione finale
Hai superato la sfida. Sul tuo tagliere c’è un brisket tenero, succoso e profumato. Ora è il momento di onorarlo, servendolo nel modo giusto. Un brisket perfetto non è solo il risultato di una cottura ben eseguita, ma anche di come viene presentato e accompagnato.
Il metodo texano: la purezza prima di tutto
Nel cuore del Texas, il brisket è una religione e viene servito nel modo più semplice possibile per esaltare il sapore della carne e del fumo.
- Al piatto: le fette di flat e di point vengono disposte su un vassoio di metallo o su un pezzo di carta da macellaio.
- I contorni obbligatori: accanto alla carne, non possono mancare delle semplici fette di pane bianco (per assorbire i succhi), cipolle bianche crude tagliate a fette sottili e sottaceti (pickles), la cui acidità pulisce il palato dal grasso ricco della carne.
- La salsa? non scherziamo: un vero purista texano ti guarderebbe male. L’unico “condimento” ammesso è un po’ dei succhi di cottura (jus) caldi versati sopra le fette.
Idee creative per gustare il brisket
Oltre alla tradizione, il brisket è un ingrediente incredibilmente versatile. Ecco alcune idee per gustarlo in modi diversi:
- Il panino perfetto (Brisket Sandwich): impila generosamente le fette di brisket in un panino morbido (un potato roll è l’ideale), aggiungi qualche sottaceto e, se proprio vuoi osare, un filo della tua salsa barbecue preferita.
- Come piatto unico ricco: servi le fette di brisket accompagnate dai classici contorni del barbecue americano, come un’insalata coleslaw cremosa, dei fagioli stufati (baked beans) o delle patate al cartoccio (jacket potatoes) cotte direttamente sulle braci.
- Tacos gourmet: sfilaccia grossolanamente qualche fetta di point (la parte più grassa) e usala come ripieno per dei tacos, guarnendo con cipolla rossa in agrodolce e una salsa leggermente piccante.
I consigli di Roberto: il mio abbinamento segreto per esaltare il brisket
Il mio abbinamento preferito per esaltare il sapore del brisket è la semplicità. Servi le fette calde, irrorate con i loro succhi, accanto a dei pomodorini arrostiti lentamente sulla griglia. La loro dolcezza e acidità creano un contrasto perfetto con la ricchezza della carne.
Brisket ricetta Texana
Accessori
- rub spg in alterantiva a quello preparato in casa
- termometro possibilmente con almeno 2 sonde
Ingredienti
- 1 punta di petto di manzo intera
- 1 litro brodo di carne sgrassato preparato il giorno prima
- 1 lattina Coca Cola
- 1 cucchiaio salsa Worchestershire
- qb senape
Per il rub (in alternativa puoi utilizzare un rub SPG commerciale)
- 2 cucchiai sale
- 1 cucchiaio pepe macinato grossolanamente
- 1 cucchiaino aglio in polvere
Istruzioni
- Togli dal frigorifero la punta di petto di manzo solo quando sei pronto per lavorarla, se ben fredda sarà più semplice rifilare ed eliminare il grasso.
- Elimina l'eventuale pelle argentata ed il grasso dal lato inferiore, quindi rigira il pezzo di carne e procedi ad eliminare quasi completamente il grasso dal flat (se hai un brisket marezzato) oppure lasciando qualche millimetro (nel caso di un pezzo magro). Ripulisci bene anche la zona del point ed elimina buona parte del grasso che troverai tra flat e point, facendo attenzione a non scavare troppo (rischieresti di separare le due parti anatomiche).
- Squadra i bordi del flat ed elimina eventuali parti troppo sottili di carne che in cottura si carbonizzerebbero.
- Se hai optato per le injection questo è il momento: aggiungi qualche goccia di salsa Worchestershire al brodo ed inietta generosamente la carne. Al termine tampona con della carta assorbente la carne per asciugarla dalle eventuali fuoriuscite di liquido.
- Prepara il rub in una ciotola mescolando insieme il sale, il pepe e l’aglio in polvere.
- Spennella tutti i lati della punta di petto di manzo con un velo di senape, deve essere proprio solo un velo per far aderire meglio le spezie. In alternativa puoi utilizzare salsa Worchestershire, olio o anche nulla se la carne è sufficientemente umida.
- Distribuisci in modo uniforme e leggero il mix di spezie su tutti i lati, attendi una decina di minuti ed effettua un secondo passaggio, sempre molto leggero, la carne non deve essere "impanata" nel rub.
- Avvolgi nella pellicola alimentare la punta di petto sigillando bene e riponi in frigorifero per 4 – 5 ore meglio se tutta la notte.
- Imposta il tuo dispositivo per una cottura indiretta a bassa temperatura, i classici 225 °F ovvero circa 107 °C – 110 °C sono la temperatura ideale per affumicare il brisket ( con una forbice accettabile di + o – 20 °C)
- Disponi la punta di petto di manzo sulla griglia (non è molto importante il verso anche se ci sono pareri discordanti su questo aspetto, al momento non vi è nessuna evidenza dei vantaggi che si hanno disponendo la carne in un verso piuttosto che in un altro), a me piace avere il flat che poggia sulla griglia ed il point in alto.
- Inserisci la sonda del termometro nel punto più spesso della carne (se ti è possibile meglio 2, una nel flat ed una nel point).
- Aggiungi il legno per affumicare sulle braci e chiudi il coperchio.
- Affumica fino al raggiungimento dei 74 – 75 °C e comunque fino ad aver raggiunto un bark, una crosta soddisfacente.
- Quando il bark è ben formato e ti soddisfa avvolgi il pezzo di carne in un doppio strato di alluminio e riponilo all'interno di una leccarda, prima di sigillare aggiungi mezzo bicchiere di brodo e mezza lattina di Coca Cola.
- Rimetti in cottura alzando la temperatura fino a 130 – 140 °C, attendi che la carne raggiunga i 93 – 94 °C. In ogni caso effettua il probe tender prima di togliere dalla griglia.
- Apri il cartoccio e lascia fuoriuscire tutto il vapore, metti da parte gli abbondanti succhi e richiudi la punta di petto nel cartoccio.

- Fai riposare la carne all'interno di un contenitore isolato (isobox) oppure nel forno spento per almeno 2 ore (fase di Rest).
- Passato l'indispensabile tempo di riposo, procedi ad affettare contro fibra partendo dal flat, il coltello deve essere perpendicolare e deve incrociare le fibre della carne. Le fette non devono essere troppo sottili, 1 cm di spessore o poco meno dovrebbe andare bene.
- Disponi le fette in una pirofila o in una teglia ed irrora con i succhi messi da parte precedentemente (mi raccomando che siano ben caldi) e godi!
Nutrition
FAQ: le domande più comuni sul brisket
Il mio brisket è risultato secco e duro, cosa ho sbagliato?
Questa è la delusione più comune e le cause possono essere principalmente due. La prima, e più probabile, è averlo tolto dal fuoco troppo presto, basandosi solo sulla temperatura e non sulla sensazione “probe tender”. Se il collagene non si è sciolto, la carne rimane dura. La seconda causa è un riposo (rest) troppo breve. Saltare o accorciare il riposo in un contenitore isotermico non permette ai succhi di ridistribuirsi, e la maggior parte finirà sul tagliere invece che nelle fette.
Posso fare il brisket in un barbecue a carbone tipo Kettle?
Assolutamente sì, ma richiede più attenzione. La sfida principale in un Kettle è mantenere una temperatura stabile per 10-12 ore. Per farlo, è indispensabile utilizzare la tecnica dello Snake Method con i bricchetti, che garantisce una combustione lenta e controllata. Sarà una cottura più “impegnativa” rispetto a uno smoker dedicato, ma il risultato, se gestito bene, può essere eccezionale.
Qual è la differenza tra usare il foil (stagnola) e la butcher paper per il “crutch”?
Il foil (carta stagnola) è impermeabile. Accelera molto la cottura perché intrappola tutto il vapore, creando un effetto “brasato”. Il contro è che ammorbidisce molto il bark (la crosticina). La butcher paper (carta da macellaio rosa, specifica per uso alimentare) è traspirante. Permette a una parte del vapore di fuoriuscire. La cottura sarà leggermente più lenta, ma il grande vantaggio è che preserva molto meglio la croccantezza del bark. La butcher paper è la scelta dei puristi texani.
Cosa faccio con gli avanzi di brisket?
Gli avanzi di brisket sono un tesoro! Non limitarti a riscaldarli. Tagliali a cubetti e usali per creare dei piatti incredibili: sono perfetti come ripieno per dei tacos gourmet, come base per un chili con carne dal sapore affumicato pazzesco, o semplicemente tritati grossolanamente e mescolati con la tua salsa BBQ preferita per creare il ripieno del panino più lussurioso che tu abbia mai mangiato.
Conclusione: ora sei pronto ad affrontare la montagna
Il brisket non è una semplice ricetta, è un rito. È una prova di pazienza, di tecnica e di passione. Richiede tempo, dedizione e rispetto per la materia prima. Ma come hai visto in questa guida, non è una magia nera riservata a pochi eletti.
Ogni passaggio, dal trimming al taglio finale, ha una sua logica precisa. Ora possiedi la mappa per navigare questo viaggio senza paura, con la consapevolezza di cosa fare, perché farlo e quando farlo.
Non aver fretta. Fidati del tuo termometro, ma impara ad “ascoltare” la carne. Goditi il processo. E quando, dopo ore di attesa, sfilerai dal tuo barbecue un brisket tenero, succoso e con un bark perfetto, capirai che la vera ricompensa non è solo nel piatto, ma nell’aver conquistato la montagna sacra del barbecue.
Ora tocca a te. Accendi il fuoco.
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