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Reale di Manzo al Girarrosto

Reale di Manzo al Girarrosto: Tecnica, Setup e Cottura Perfetta

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Se sogni un reale di manzo al girarrosto tenero, succoso e con una crosticina da favola, ma pensi sia un’impresa riservata solo ai tagli più blasonati, questa è la guida che ti farà cambiare idea. Questa guida ti mostrerà come trasformare il reale di manzo (o chuck roast), un taglio economico ma ricco di sapore, in un arrosto al girarrosto tenero e succulento, grazie alla tecnica di cottura corretta.

In questa guida completa, ti svelerò tutti i segreti per padroneggiare la cottura del cuore di reale di manzo al girarrosto, ottenendo un risultato che stupirà i tuoi ospiti.

Perché scegliere il reale di manzo (chuck roast)?

Il reale è un taglio di seconda scelta ricavato dai muscoli del collo e della spalla del manzo. La sua forza è anche la sua sfida: è ricco di tessuto connettivo e ha una generosa marezzatura. Se cotto velocemente risulterebbe tenace, ma con una cottura lenta e controllata, come quella al girarrosto, questi elementi si trasformano in pura magia.

  • Sapore intenso: il grasso intramuscolare e il collagene si sciolgono lentamente, insaporendo e mantenendo la carne incredibilmente umida.
  • Versatilità straordinaria: perfetto come arrosto da affettare, ma portandolo a temperature più alte diventa la base ideale per un pulled beef saporitissimo.
  • Rapporto qualità/prezzo: offre un sapore eccezionale a un costo decisamente più contenuto rispetto a tagli come costata o fiorentina.

Preparare il reale di manzo per il girarrosto

Il successo di un grande reale di manzo al girarrosto inizia ben prima di accendere il fuoco.

La legatura dell’arrosto

Come hai visto nel video, il pezzo di carne è già legato. Questa operazione è fondamentale: la legatura con spago da cucina conferisce alla carne una forma cilindrica e compatta. Questo assicura che il calore si distribuisca in modo omogeneo durante la rotazione, garantendo una cottura uniforme su tutti i lati ed evitando che le parti più sottili si cuociano troppo in fretta.

Reale di bovino legato su un tagliere

Il rub: sapore in superficie

Un buon rub (la miscela di spezie) è essenziale per creare quella deliziosa crosticina esterna, il bark, frutto della reazione di maillard. La base SPG (sale, pepe, aglio) è un classico intramontabile, ma l’aggiunta della cipolla in polvere (creando un SPOG) è una mossa da intenditori che aggiunge una nota dolce e aromatica che si sposa alla perfezione con il manzo.

Prima di applicare il rub, puoi spennellare la carne con un sottile strato di “legante” per aiutare le spezie ad aderire meglio. Puoi usare della semplice senape, olio d’oliva o, come ho fatto io, qualche goccia di salsa Worcestershire per un tocco di sapore umami in più.

Il consiglio di Roberto: il mio Rub SPOG per il reale

Per questo tipo di arrosto, io vado sul semplice ma efficace. Ecco la mia miscela:

  • 2 parti di sale fino

  • 2 parti di pepe nero macinato fresco (non troppo fine)

  • 1 parte di aglio in polvere

  • 1 parte di cipolla in polvere

Mescola tutto bene e usalo per coprire uniformemente ogni lato della carne. Non avere paura di abbondare: la rotazione e i succhi tenderanno a “lavare” via parte del condimento, che andrà a insaporire la carne mentre cuoce.

Se vuoi approfondire, leggi la mia guida ai rub fatti in casa.

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Un tocco di fumo: l’affumicatura (opzionale)

Nel video non ho utilizzato legna per affumicare, ma se vuoi aggiungere un ulteriore livello di complessità al sapore, puoi farlo tranquillamente. L’obiettivo è un’affumicatura leggera e non invasiva, che accompagni il sapore del manzo senza coprirlo.

Come fare: basta aggiungere 1 o 2 chunk (pezzi) di legno direttamente sulle braci ardenti all’inizio della cottura.
Legni consigliati: per il manzo, i miei preferiti sono la quercia (oak) per un sapore classico da affumicatura, o il ciliegio (per una nota più dolce e un colore rossastro sulla crosta).

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Cottura del reale di manzo al girarrosto: la guida

La cottura indiretta è la chiave per trasformare questo taglio tenace in un burro. L’utilizzo del girarrosto la rende ancora più efficace, perché la rotazione costante permette alla carne di auto-irrorarsi con i suoi stessi succhi. Se vuoi approfondire questa tecnica, ti consiglio di leggere la nostra guida su come grigliare con il girarrosto.

setup kettle cottura girarrosto

Ecco i passaggi per impostare il tuo barbecue a carbone (es. Weber Kettle):

  1. Accensione del carbone: riempi una ciminiera di accensione. Se hai dubbi su come procedere, la mia guida su come accendere la carbonella ti sarà di grande aiuto.
  2. Setup a due zone: una volta pronti, disponi i bricchetti sui due lati del braciere, lasciando la parte centrale completamente libera. Se hai dei cestelli per carbonella è ancora più semplice.
  3. Drip pan (leccarda): posiziona una vaschetta di alluminio al centro, sotto la griglia di cottura. Servirà a raccogliere i grassi, evitare fiammate e mantenere stabile l’umidità.
  4. Montaggio dell’arrosto: infilza il reale di manzo nello spiedo, cercando di centrarlo il più possibile per un bilanciamento ottimale. Fissalo saldamente con le forchette. La scelta dell’attrezzatura giusta è importante, per questo ho preparato un articolo per scegliere il miglior girarrosto per barbecue.
  5. Temperatura di esercizio: posiziona l’arrosto sul barbecue, chiudi il coperchio e stabilizza la temperatura intorno ai 150 -160°C.

La temperatura al cuore: la scelta che definisce la consistenza

Qui entra in gioco il tuo migliore amico: il termometro a sonda. È la temperatura interna a decretare il risultato. Se non ne hai uno, la nostra guida completa al termometro per carne è il punto di partenza.

Reale sullo spiedo nel kettle

Per il reale di manzo, le opzioni sono diverse e portano a risultati completamente differenti.

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  • Sistema di cottura guidata: ti guida attraverso ogni fase del…
  • Connectivity suite: monitora le tue cotture da un telefono,…
  • 2 sensori, 1 sonda: i sensori a doppia temperatura possono…

Cottura rosata da affettare: perché puntare a 63°C?

Qui potresti chiederti: “Aspetta un attimo, per una costata medium-rare punterei a 52-54°C. Perché per il reale devo spingermi fino a 63°C?”. È una domanda eccellente, e la risposta sta tutta nella diversa natura di questo taglio di carne.

Il reale di manzo, a differenza di tagli più teneri e pregiati come la costata o il filetto, è un muscolo che ha lavorato molto. Questo significa che è ricco di tessuto connettivo, ovvero collagene.

  • A 52°C (la temperatura ideale per una costata): a questa temperatura, le proteine del muscolo sono perfettamente cotte, ma il collagene presente nel reale sarebbe ancora tenace, gommoso e sgradevole al palato. Mangeresti una bistecca rosata, sì, ma dura.
  • La magia sopra i 60°C: il collagene inizia il suo lento processo di trasformazione in morbida e succulenta gelatina solo quando la temperatura interna della carne supera i 60°C.

Ecco perché puntare a 63°C è un compromesso strategico e fondamentale per questo taglio. A questa temperatura:

  1. abbiamo dato al collagene abbastanza calore e tempo per iniziare ad ammorbidirsi, rendendo il taglio piacevolmente masticabile e non più tenace;
  2. non abbiamo ancora superato la soglia di cottura che farebbe diventare le proteine grigie e asciutte, quindi riusciamo a conservare un cuore magnificamente rosato e succoso.

In pratica, stiamo bilanciando la necessità di cuocere le proteine al punto giusto con quella, ancora più importante per questo taglio, di iniziare a “domare” il tessuto connettivo. È il punto di equilibrio perfetto per poter gustare il reale a fette, come un vero roast beef, ottenendo il massimo del sapore e della tenerezza possibile per questo tipo di cottura.

sezione che mostra la cottura rosata dell'arrosto di reale

La “zona proibita” per l’arrosto (70-85°C)

Mi chiedi spesso se si può cuocere il reale fino a 80-85°C per avere un classico “arrosto della domenica” ben cotto ma a fette, senza il cuore rosato. La risposta breve è: te lo sconsiglio vivamente.
In questo intervallo di temperature, la carne si trova nel suo momento peggiore per un taglio come il reale. Ha già perso la succosità della cottura media, le fibre muscolari si sono contratte e indurite, ma il collagene non ha ancora avuto il tempo di sciogliersi completamente per rendere la carne tenera. Il risultato sarebbe un arrosto tenace e asciutto.

Cottura per sfilacciare o “stracotta” a fette (oltre 85°C)

Se il tuo obiettivo è la massima tenerezza, devi superare la “zona proibita” e puntare a temperature interne di 85-95°C. Qui avviene la magia: il collagene si scioglie in gelatina, lubrificando le fibre e rendendo la carne così tenera da poter essere:

Servita a fette “ben cotta”: se ti fermi intorno agli 85°C, la carne sarà completamente cotta (nessun rosa) ma, grazie al collagene sciolto, potrai comunque tagliarla a fette spesse che risulteranno sorprendentemente tenere e umide, simili a un brasato.

Sfilacciata (pulled): a circa 92-95°C la carne si disferà con una forchetta, perfetta per il pulled beef.

I consigli di Roberto

Personalmente, adoro la versatilità del reale. Se sei indeciso, ti do un consiglio: prepara un pezzo abbondante. Portalo a 63°C, affettane una parte e gustalo come un arrosto strepitoso per la cena. La parte rimanente, il giorno dopo, puoi rimetterla in cottura indiretta a bassa temperatura, magari avvolta nel foil, per portarla fino a 90-95°C e trasformarla in un pulled beef eccezionale per dei panini gourmet. Due ricette con una sola cottura!

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Fase finale: il riposo che fa la differenza

Qualunque sia la temperatura finale scelta, c’è un ultimo passaggio che non puoi saltare: il riposo (rest).

Riposo del reale di manzo

Una volta tolto l’arrosto dal barbecue, avvolgilo in un foglio di alluminio (non troppo stretto per non rovinare la crosta) e lascialo riposare su un tagliere per almeno 20-30 minuti. Questo permette ai succhi, spinti verso l’esterno dal calore, di ridistribuirsi uniformemente in tutta la carne.

Dopo il riposo, sei pronto per affettare controfibra e goderti il tuo capolavoro: un reale di manzo al girarrosto che non ha nulla da invidiare ai tagli più nobili.

Servizio e abbinamenti: cosa mangiare con il reale al girarrosto

Il reale di manzo è un taglio ricco, grasso e saporito. Per questo motivo, richiede contorni che sappiano “reggere” la sua intensità o, al contrario, sgrassare il palato.

I contorni perfetti

Per accompagnare questo arrosto, dimentica l’insalatina scondita. Ecco i miei abbinamenti preferiti:

  • Patate (un classico): Le patate sono obbligatorie con l’arrosto. Puoi preparare delle classiche patate alla griglia o, se vuoi qualcosa di più goloso, delle Jacket Potatoes ripiene di panna acida ed erba cipollina che contrastano la ricchezza della carne.
  • Verdure per sgrassare: Per bilanciare la succulenza del manzo, l’ideale sono verdure con una nota amaricante o acida. Delle verdure grigliate come asparagi o radicchio sono perfette.
  • Per la guida completa: Se cerchi altre idee, dai un’occhiata al nostro Hub dedicato ai contorni per grigliata di carne, dove troverai decine di ispirazioni.

La salsa giusta

Il reale al girarrosto è già molto saporito grazie al rub e ai suoi succhi, ma se vuoi aggiungere una salsa, evita quelle troppo dolci (tipo BBQ classica). Punta su salse fresche e acide come un Chimichurri o una salsa verde, che tagliano il grasso e esaltano il gusto della carne (“beefy”).

Reale di Manzo al Girarrosto: la Ricetta Passo Passo

Scopri come trasformare un taglio economico come il reale di manzo in un arrosto al girarrosto tenero e succoso. Una ricetta perfetta per stupire, che bilancia sapore intenso e una cottura da manuale.
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Preparazione 15 minuti
Cottura 2 ore
tempo di riposo 30 minuti
Portata Portata principale
Cucina Americana, barbecue
Porzioni 4 Persone

Accessori

Ingredienti
  

  • 1 cuore di reale di manzo chuck roast, da circa 1.5 – 2 kg
  • qb Worchestershire
  • 2 cucchiai sale
  • 2 cucchiai pepe nero macinato grossolanamente
  • 1 cucchiaio aglio in polvere
  • 1 cucchiaio cipolla in polvere

Istruzioni
 

  • Preparazione della carne: se il tuo pezzo di reale non è già legato, legalo con dello spago da cucina per dargli una forma cilindrica e compatta. Asciuga bene la superficie con carta da cucina.
  • Condimento (rub): cospargi uniformemente tutta la superficie della carne con un legante, puoi utilizzare senape gialla, olio, io ho utilizzato la salsa Worchestershire.
    Cospargi con la miscela di spezie (sale, pepe, aglio e cipolla in polvere), picchiettando leggermente per farla aderire.
  • Preparazione del barbecue: accendi poco più di mezza ciminiera di bricchetti. Quando saranno pronti (ricoperti da un velo di cenere bianca), disponili sui due lati del braciere, creando una zona di cottura indiretta al centro.
  • Setup di cottura: posiziona la leccarda in alluminio al centro, tra le due file di braci. Chiudi il coperchio e stabilizza la temperatura del barbecue intorno ai 150°C.
  • Affumicatura (opzionale): se desideri un tocco di fumo, questo è il momento di aggiungere 1 o 2 chunk di legno direttamente sopra i bricchetti ardenti.
  • Cottura al girarrosto: infilza la carne nello spiedo, assicurandoti che sia ben bilanciata, e fissala con le forchette. Posiziona lo spiedo sul barbecue, avvia il motore del girarrosto e chiudi il coperchio.
  • Monitoraggio della temperatura: inserisci la sonda del termometro al cuore della carne, io ho utilizzato il mio fedele Meater Pro, evitando il contatto con lo spiedo metallico. La cottura è guidata esclusivamente dalla temperatura interna.
  • Per un arrosto rosato e succoso (medium-rare): cuoci fino al raggiungimento di 63°C al cuore.
  • Per un risultato tenerissimo “ben cotto” o da sfilacciare (pulled): prosegui la cottura fino a una temperatura interna di 85-95°C.
  • Il riposo (rest): una volta raggiunta la temperatura desiderata, togli con cautela lo spiedo dal barbecue. Rimuovi la carne dallo spiedo, avvolgila in un foglio di alluminio (senza stringere troppo) e lasciala riposare su un tagliere per 20-30 minuti. Questo passaggio è fondamentale per ridistribuire i succhi.
  • Taglio e servizio: dopo il riposo, scarta l'alluminio e affetta la carne controfibra a uno spessore di circa mezzo centimetro. Servi immediatamente.
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Note

  • Non avere fretta: questo taglio ama le cotture lente. Resisti alla tentazione di alzare la temperatura per accelerare i tempi, ne va della tenerezza finale.
  • Perché 63°C e non 52°C?: a differenza di una costata, il reale è ricco di tessuto connettivo. A 52°C risulterebbe ancora tenace. Portandolo a 63°C, diamo tempo al collagene di iniziare a sciogliersi, rendendo la carne tenera pur mantenendo un cuore rosato e succoso. È il compromesso perfetto per questo taglio specifico.
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Vuoi dominare il fuoco del tuo Kettle?

Il girarrosto è uno degli accessori più divertenti, ma per ottenere risultati perfetti come questo reale di manzo, devi saper gestire le braci. Se possiedi un barbecue Kettle e vuoi imparare a controllarlo come un vero pitmaster, dal setup per le cotture indirette alla gestione dell’affumicatura, trovi tutti i miei segreti nella guida completa:

FAQ reale di manzo al girarrosto

Posso cucinare il reale di manzo senza girarrosto?
Certo, anche se il girarrosto offre il vantaggio unico dell’auto-irrorazione che mantiene la carne incredibilmente umida. L’alternativa migliore è la classica cottura indiretta. Prepara il barbecue con una configurazione a due zone come descritto sopra (braci ai lati e leccarda al centro) e posiziona la carne sulla griglia, nella zona senza braci dirette. Il consiglio in più: a metà cottura, ruota la carne di 180 gradi per garantire un’esposizione al calore il più uniforme possibile. Il risultato sarà comunque ottimo.

Quanto tempo ci vuole per cuocere un reale di manzo da 2 kg?
Questa è la domanda più comune, ma nel mondo del barbecue la risposta è sempre la stessa: il tempo è solo un’indicazione approssimativa, ciò che comanda è la temperatura al cuore. Un pezzo da 2 kg a 150°C potrebbe impiegare circa 2 ore per raggiungere i 63°C, ma questo tempo può variare drasticamente in base alla temperatura esterna, alla forma esatta della carne e al tipo di barbecue. Dimentica l’orologio e affidati ciecamente al tuo termometro a sonda: è l’unico strumento che ti dirà con certezza quando il tuo arrosto è pronto.

Il mio arrosto è risultato duro, cosa ho sbagliato?
Se il tuo reale è risultato tenace, le cause sono quasi sempre riconducibili a tre errori comuni:

  • Temperatura sbagliata: molto probabilmente hai tolto la carne dal fuoco nella “zona proibita”, tra i 70°C e gli 85°C. In questo intervallo, le fibre muscolari sono contratte e il collagene non si è ancora sciolto. O ti fermi prima (63°C) per un risultato rosato, o vai oltre (85°C+) per la massima tenerezza.
  • Mancato riposo: hai saltato o accorciato troppo la fase di rest. Senza un adeguato riposo, i succhi fuoriescono al primo taglio, lasciando la carne più asciutta e dura.
  • Taglio sbagliato: hai tagliato la carne seguendo la direzione delle fibre invece che “controfibra”. Osserva il tuo arrosto: noterai delle linee che corrono lungo la carne. Devi affettare in modo perpendicolare a queste linee. Questo semplice accorgimento accorcia le fibre muscolari, rendendo ogni fetta infinitamente più tenera al morso.

Conclusione: un nuovo re per il tuo girarrosto

Come hai visto, il reale di manzo al girarrosto non è un taglio da sottovalutare, ma una tela bianca su cui dipingere sapori incredibili. Con la giusta tecnica, una cottura dolce e un controllo preciso della temperatura, puoi trasformare un pezzo di carne economico in un arrosto degno di un re, capace di rivaleggiare con tagli ben più costosi.

Che tu lo preferisca rosato e succoso a 63°C o tenerissimo e “stracotto” a 85°C, ora hai tutti gli strumenti per padroneggiare questa preparazione. Non avere paura di sperimentare con il rub o con un leggero tocco di affumicatura.

Ora tocca a te. Accendi il barbecue, metti in moto il girarrosto e preparati a scoprire perché il grande barbecue è fatto di tecnica, passione e un po’ di scienza. Buon divertimento e, soprattutto, buon appetito

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