

La flank steak è il segreto meglio custodito del mondo del barbecue: un taglio economico, incredibilmente saporito, ma con una immeritata reputazione da “duro”. La verità? Se sai come trattarla, può essere tenera e succosa come un filetto. Spesso, la delusione non nasce dalla carne, ma dalla tecnica sbagliata.
In questa guida definitiva non ti darò una semplice ricetta. Ti svelerò i 3 segreti fondamentali per domare questo taglio e non sbagliare mai più: una marinatura che intenerisce, una cottura violenta e rapida e, soprattutto, la tecnica di taglio che fa tutta la differenza del mondo.
Prima di tutto, facciamo chiarezza. Quella che gli americani chiamano “flank steak” è un taglio specifico che proviene dai muscoli addominali del manzo, una parte che lavora molto. Questo le conferisce due caratteristiche distintive:
Osservare queste fibre è il primo passo per il successo, un dettaglio che, come vedremo, è cruciale quando avremo il coltello in mano.
Qui nasce la confusione. Se entri in macelleria e chiedi genericamente una “bavetta”, rischi di non essere capito o di ricevere il taglio sbagliato. Esiste infatti una grande confusione terminologica tra tre tagli di manzo provenienti dalla pancia, tutti eccezionali ma con caratteristiche diverse. È fondamentale conoscerli per ottenere esattamente quello che ci serve.
Per la nostra ricetta, quindi, dobbiamo essere sicuri di acquistare la Bavetta Grande (Flank Steak).
I consigli di Roberto
Non avere timore di essere specifico. Un buon macellaio apprezza un cliente che sa esattamente cosa vuole. Per evitare confusione con altri tagli, usa queste frasi:
Parti con sicurezza: Chiedi esattamente così: “Buongiorno, vorrei una bavetta grande di manzo (o bavetta di pancia), quella che si usa per la flank steak”.
Se noti esitazione, aggiungi i dettagli: “È il muscolo piatto e allungato della pancia, con le fibre lunghe e ben visibili“.
L’importante è che ti dia il pezzo intero. In questo modo non solo otterrai il taglio giusto, ma dimostrerai di essere un vero appassionato che sa di cosa parla.
Essendo un taglio magro e fibroso, la flank steak beneficia enormemente di una marinatura. Ma non una qualsiasi: per questo taglio, ho perfezionato una marinatura in stile agrodolce che svolge un triplice lavoro: l’acido dell’aceto balsamico intenerisce le fibre, lo zucchero promuove una caramellizzazione spettacolare in cottura e gli aromi insaporiscono la carne in profondità.
Il segreto per intenerire la bavetta è usare una marinatura che contenga una componente acida, come l’aceto balsamico della nostra ricetta. L’acido agisce a livello molecolare: “denatura” le proteine e inizia a rompere il tessuto connettivo e le fibre muscolari più dure. Questo processo non solo aggiunge sapore, ma è un vero e proprio pre-intenerimento chimico che prepara la carne alla cottura, garantendo un risultato finale molto più tenero.
Questa marinata è un equilibrio di sapori dolci, acidi e sapidi, studiata appositamente per esaltare il gusto intenso della flank steak.
Ingredienti:
In una ciotola, unisci tutti gli ingredienti e mescola energicamente con una frusta fino a che lo zucchero e il sale non si saranno sciolti, creando un’emulsione densa.
Attenzione, questo è il passaggio chiave per la sicurezza: prima di immergere la carne, preleva circa un terzo della marinata e conservala in una ciotola a parte, coperta, in frigorifero. Questa sarà la tua “riserva sicura”, l’unica che userai per spennellare la bistecca durante la cottura con la tecnica “Flip & Brush”.
Ora, nella marinata rimanente, immergi completamente la flank steak, assicurandoti che sia ben coperta su tutti i lati. Lasciala riposare in frigorifero per un tempo compreso tra 2 e 8 ore, così che possa assorbire al meglio tutti i sapori.
L’errore più comune e pericoloso è riutilizzare la marinata in cui è stata la carne cruda per spennellare la bistecca durante la cottura. Quel liquido è pieno di batteri e il calore dei giri successivi potrebbe non essere sufficiente a renderlo sicuro, creando un grave rischio di contaminazione incrociata.
La regola è una sola: la marinata che ha toccato la carne cruda non deve mai toccare la carne cotta. Usa sempre la “riserva sicura” che hai messo da parte all’inizio.
La sicurezza alimentare non è un optional. È l’ingrediente più importante di ogni grande grigliata.
Essendo un taglio tendenzialmente magro e sottile, una cottura lunga è il suo peggior nemico. Ma anche una cottura troppo violenta può essere un problema, specialmente con la nostra marinatura che contiene zucchero. La soluzione è una tecnica di cottura attiva chiamata “Flip & Brush” (Gira e Spennella), che ci garantisce una crosta perfetta senza stracuocere l’interno.
Il setup del barbecue:
Prepara il tuo grill per una cottura diretta a calore medio-alto. Visto che la nostra marinata contiene zucchero, un calore infernale la brucerebbe, lasciando un sapore amaro. Dobbiamo essere abbastanza caldi da sfrigolare, ma non così tanto da carbonizzare. Tieni a portata di mano la tua “riserva sicura” di marinata.
Approfondimento Tecnico: la frequenza del “Flip”
Potresti aver visto tecniche di “flipping” molto aggressive, dove la bistecca viene girata ogni 30 secondi su un calore infernale. Quello è un metodo valido, ma non per questa ricetta.
La nostra marinata contiene zucchero, che brucerebbe a quelle temperature. Per questo lavoriamo a un calore medio-alto (non massimale) e giriamo ogni 1-2 minuti. Questo intervallo è il punto di equilibrio perfetto: abbastanza lungo per permettere alla marinata di caramellizzare creando una crosta saporita, ma abbastanza breve da evitare che lo zucchero si carbonizzi e diventi amaro.
Perché questa tecnica è vincente per la flank steak?
Girando spesso la carne, eviti che il calore penetri troppo in profondità, mantenendo l’interno più succoso e uniforme. Spennellando con la marinata a ogni giro, crei strati su strati di sapore caramellizzato, costruendo una crosta (bark) agrodolce, complessa e incredibilmente saporita, impossibile da ottenere con una cottura statica.
La cottura totale sarà comunque rapidissima, circa 6-8 minuti in totale, a seconda dello spessore.
I consigli di Roberto: non andare a occhio, usa il termometro
Su un taglio così sottile e una cottura così rapida, sbagliare di un minuto significa rovinare il risultato. L’unico modo per essere certi di toglierla al momento perfetto è usare un termometro a lettura istantanea. Infilzalo al cuore della carne: il tuo obiettivo è una temperatura interna tra i 52°C (al sangue) e i 55°C (cottura media). Appena raggiunta, toglila immediatamente dalla griglia.

Se anche avessi fatto tutto alla perfezione fino ad ora, potresti rovinare tutto con un taglio sbagliato. Questo è, senza discussione, il singolo passaggio più importante per garantire una flank steak tenera.
La spiegazione è semplice. Immagina le fibre muscolari come un pacco di spaghetti crudi:
Come farlo alla perfezione:
I consigli di Roberto: il coltello giusto per un taglio perfetto
Per questo taglio, che deve essere pulito e preciso, un normale coltello da cucina può strappare le fibre. Serve una lama lunga e senza interruzioni. L’ideale è usare un coltello da slicing (o da brisket), che ti permette di tagliare ogni fetta con un unico, lungo movimento.
Una volta che la tua flank steak è cotta alla perfezione e tagliata magistralmente contro fibra, è il momento di servirla. La sua crosta agrodolce e caramellizzata si sposa alla perfezione con una salsa fresca, acida ed erbacea che pulisce il palato: il chimichurri.
Questa salsa argentina non serve per marinare, ma per accompagnare ogni boccone, creando un contrasto di sapori indimenticabile.
Vuoi la ricetta?
Ho già pubblicato la mia ricetta collaudata per un chimichurri argentino autentico. Il momento perfetto per preparare il chimichurri è mentre la carne sta marinando. In questo modo ottimizzi i tempi e permetti anche alla salsa di riposare, amalgamando tutti i suoi sapori







Posso cuocere la flank steak senza marinarla?
Sì, puoi cuocerla anche solo con sale e pepe, ma la marinatura acida aiuta molto a intenerirla. Se non la marini, il taglio contro fibra diventa ancora più critico e non negoziabile.
Qual è la temperatura interna perfetta?
Per questo taglio, il mio consiglio è di non superare mai i 55°C (medium-rare). Andare oltre significa rischiare di renderla dura e asciutta.
Che differenza c’è tra flank steak (bavetta) e skirt steak (diaframma)?
Sono tagli simili ma non uguali. La flank steak (bavetta) è più magra, spessa e compatta. La skirt steak (diaframma) è più sottile, più marezzata (ricca di grasso) e ha un sapore ancora più intenso.
Hai padroneggiato la flank steak. Ora sei pronto a esplorare altri tagli leggendari del mondo del manzo. Ecco le guide che non puoi perderti.
La bavetta è un taglio delizioso ma insidioso: se non sai ancora gestire bene le prese d’aria del tuo Kettle, rischi di cuocerla troppo e ritrovarti con una carne dura e difficile da masticare.
Non andare a tentativi. Ho scritto il manuale “Master Touch” proprio per chi inizia: ti guido passo dopo passo, dal setup del carbone fino alla gestione di aria e temperatura senza ansia.
La guida pratica che avrei voluto avere io all’inizio.
La flank steak è la prova che nel barbecue non contano solo i tagli costosi, ma la conoscenza. Padroneggiando i tre segreti che abbiamo visto – marinatura acida, cottura veloce e, soprattutto, taglio contro fibra – puoi trasformare un pezzo di carne economico in un piatto da ristorante.
È uno dei migliori rapporti qualità-prezzo che puoi trovare dal tuo macellaio, un taglio che ti ripagherà con un sapore di manzo intenso e una soddisfazione immensa. Ora hai tutte le armi per domarlo.
Qual è la tua marinatura preferita per la flank steak? Fammelo sapere nei commenti
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