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Dimentica l'ansia da "sarà cotta?". Con la Guida Rapida a Tempi e Temperature, avrai sempre a portata di mano i numeri esatti per trasformare ogni taglio di carne in un capolavoro. Scaricala ora e inizia a grigliare con la sicurezza di un vero Pitmaster.

diaframma di manzo alla griglia

Diaframma di manzo (Skirt Steak): guida completa + cottura alla griglia e in padella

Se chiedi a un vecchio macellaio quale sia il pezzo di carne che si porta a casa per la sua grigliata, molto probabilmente non ti risponderà “il filetto”. Ti risponderà: il diaframma di manzo.

Per anni questo taglio è stato considerato “povero”, spesso destinato al macinato o dimenticato nel banco del “quinto quarto”. Oggi, grazie alla cultura del barbecue americano che lo celebra come Skirt Steak, il diaframma di manzo sta vivendo una rinascita.

Il motivo? Ha un sapore intenso, ferroso, “manzoso” (beefy), che nessun filetto potrà mai eguagliare. Ma attenzione: è un taglio che non perdona. Se lo sbagli, diventa una suola da scarpe. Se lo cucini come ti spiegherò in questa guida, diventerà la tua bistecca preferita.

In 30 secondi: come si cucina il diaframma (Skirt Steak)

Porta il barbecue in cottura diretta bella calda, cuoci il diaframma velocemente (pochi minuti per lato), poi spostalo 1-2 minuti in zona più dolce se serve per finire. Il vero segreto è doppio: non stracuocere e tagliare sempre controfibra dopo un riposo breve.

Cos’è il diaframma di manzo (Skirt Steak) e perché è così saporito

Diaframma di manzo cotto alla perfezione sul tagliere, con crosta scura da reazione di Maillard

Il diaframma è il muscolo respiratorio dell’animale, situato tra la cassa toracica e l’addome. Lavorando costantemente durante la vita del bovino, è un muscolo irroratissimo di sangue (da qui il colore rosso scuro e il sapore ferroso) e ricco di fibre tenaci.

In Italia regna una grande confusione sui nomi. Spesso troverai questo taglio etichettato come pannicolo.
Tecnicamente, il pannicolo è la membrana che avvolge il diaframma, ma nel linguaggio comune di macelleria i due termini sono diventati sinonimi. Quindi, se cerchi questo taglio e il macellaio ti guarda strano, chiedi del pannicolo: 9 su 10 capirà.

Facciamo chiarezza: Diaframma vs Lombatello

Molti confondono questi due tagli o li usano come sinonimi. Un vero Pitmaster deve conoscere la differenza:

1. Diaframma (Skirt Steak): è un muscolo lungo, piatto e sottile. È il taglio originale delle Fajitas. Ha una grana molto grossa e visibile.
2. Lombatello (Hanger Steak): è un muscolo più spesso, a forma di “V”, che “pende” dal diaframma (da qui Hanger, che pende). È ancora più tenero del diaframma e ha un sapore di fegato/ferro molto pronunciato.

Entrambi sono eccezionali, ma richiedono tempi di cottura leggermente diversi.

Come cucinare il diaframma alla griglia: guida rapida

Il diaframma (skirt steak) è un taglio sottile e molto fibroso: per farlo venire bene devi puntare su cottura rapida e calore alto, non su tempi lunghi. La regola è semplice: vai di cottura diretta per creare crosta e sapore, e usa la zona indiretta solo come “parcheggio” finale se ti serve un attimo per arrivare al grado di cottura senza bruciare fuori. Qui trovi la guida completa a cottura diretta e indiretta.
Per questo taglio ha più senso parlare di grado di cottura (al sangue/medium) che di “portarlo alto”: se lo stracuoci diventa stopposo. Se vuoi un riferimento generale sulle temperature della carne, ti lascio la guida alle temperature interne come approfondimento.

Il sapore cambia: razza e alimentazione

Non tutti i diaframmi sono uguali. Essendo un muscolo così vascolarizzato, risente moltissimo di come ha vissuto l’animale:

  • Wagyu e Angus: queste razze, note per la marezzatura, regalano un diaframma più tenero e “burroso” grazie alle infiltrazioni di grasso che si sciolgono in cottura.
  • Alimentazione (Grass vs Grain): se cerchi quel sapore intenso e “selvatico” tipico di questo taglio, punta su animali nutriti ad erba (Grass Fed). Se invece preferisci un gusto più dolce e delicato, scegli manzi nutriti a cereali (Grain Fed).
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La preparazione: rimuovere la Silverskin

Prima di accendere la griglia, c’è un passaggio obbligatorio. Il diaframma è avvolto da una membrana di tessuto connettivo tenace e argentata, chiamata silverskin.
A differenza del grasso, questa membrana non si scioglie in cottura. Se la lasci, la bistecca si arriccerà sulla griglia e sarà impossibile da masticare.

Come fare:

  1. Infila la punta di un coltello affilato (come un disosso) sotto la membrana.
  2. Solleva un lembo di pelle.
  3. Afferralo con un pezzo di carta assorbente (per non scivolare) e tira con decisione verso la fine della bistecca. Dovrebbe venire via in un pezzo unico, come un adesivo.

La Marinatura: serve davvero?

Il diaframma ha un sapore talmente buono che il mio consiglio è di non coprirlo. Sale, pepe e fuoco sono tutto ciò che serve.

Tuttavia, la sua struttura a fibre larghe lo rende una spugna perfetta per le marinature. Se vuoi intenerirlo o dargli un tocco Tex-Mex (come per le fajitas), puoi usare una marinata a base acida (lime, aceto o soia).
Una volta cotto, l’abbinamento mondiale per eccellenza con questo taglio è il Chimichurri argentino: l’acidità e l’aglio della salsa bilanciano perfettamente la “grassezza” al palato del diaframma.

La cottura perfetta del diaframma di manzo: Flip & Sear

Il diaframma è sottile. Questo significa che cuoce in un lampo.
L’errore classico è trattarlo come una fiorentina: se lo lasci troppo tempo su un lato, il calore penetrerà al cuore e ti ritroverai con una suola grigia e stracotta.

Cottura del diaframma di manzo sulla griglia rovente per ottenere una perfetta reazione di Maillard

La tecnica vincente è la cottura diretta violenta con il metodo Flip & Sear (gira e scotta).

  1. Calore Infernale: prepara il tuo barbecue per una cottura diretta ad altissima temperatura. La griglia deve essere rovente per attivare immediatamente la reazione di Maillard.
  2. Olia la carne: spennella la carne con un velo d’olio (non la griglia!) per favorire la conduzione.
  3. Gira spesso: metti la carne in griglia e girala ogni 45-60 secondi. Questo permette di costruire una crosta esterna potente senza scaldare troppo l’interno.
  4. Target consigliato: 52–54°C al cuore (rosa/al sangue)
  5. Riposo: pochi minuti
  6. Taglio controfibra: fondamentale!

Il verdetto di Roberto: Mai ben cotta!

Il diaframma non perdona. Se superi la cottura media (55-56°C), le fibre si contraggono e spremono fuori tutti i succhi. La carne diventerà dura, secca e ferrosa. Se ti piace la carne ben cotta, questo non è il taglio che fa per te. Il diaframma si mangia al sangue o al massimo Medium-Rare.

Cottura in Padella: come farlo perfetto in casa

Se piove o non hai voglia di accendere la carbonella, puoi ottenere un risultato eccellente anche in cucina, a patto di non usare una padella antiaderente (che “lesserebbe” la carne).

Procurati una padella in ghisa (skillet) e scaldala sul fornello fino a farla fumare. Ungi leggermente la carne e usa la stessa tecnica del BBQ: fiamma alta e gira la bistecca ogni minuto. In 4-5 minuti avrai una reazione di Maillard che non ha nulla da invidiare alla griglia.

Il taglio: il segreto finale (controfibra)

Hai comprato la carne giusta, l’hai pulita bene e cotta alla perfezione. Puoi ancora rovinare tutto nel momento di servirla.
Il diaframma ha fibre muscolari molto lunghe e visibili che corrono trasversalmente alla bistecca.

Se tagli nel verso della fibra, ti ritroverai a masticare elastici.
Devi tassativamente tagliare contro fibra (perpendicolarmente alle righe della carne). In questo modo accorcerai le fibre muscolari e ogni boccone sarà tenerissimo.

Consiglio da Pitmaster: Taglia la carne a fette sottili, inclinando il coltello a 45 gradi (bias cut). Questo aumenta la superficie della fetta e la rende ancora più piacevole in bocca.

diaframma di manzo alla griglia

Ricetta diaframma di manzo alla griglia – Skirt Steak

Il diaframma di manzo è una bistecca prelibata da cucinare alla brace, poco diffuso qui in Italia è molto apprezzato negli Stati Uniti (Skirt Steak) ed in Sud America (Entraña).
5 da 1 voto
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Preparazione 5 minuti
Cottura 15 minuti
Portata Portata principale
Cucina Americana, Italiana
Porzioni 4 Persone

Ingredienti
  

  • 1 diaframma di manzo
  • qb olio evo
  • qb pepe macinato fresco
  • qb sale Maldon

Istruzioni
 

  • Togli dal frigo la carne almeno un'ora prima di andare in cottura così da stemperare e portare a temperatura ambiente la carne.
  • Rifila il diaframma dal grasso in eccesso, elimina la membrana se non lo ha già fatto il macellaio, suddividi il diaframma in pezzi più piccoli
  • Spennella con un velo d’olio la carne, quindi condisci con sale e pepe a piacere.
  • Accendi il barbecue e preriscalda la griglia per una cottura diretta ad alta temperatura. Se utilizzi un dispositivo a carbone accendi una ciminiera quasi piena, su uno a gas porta al massimo tutti i bruciatori.
  • Quando la griglia è ben calda, con l’apposita spazzola gratta e pulisci con cura la griglia.
  • Posiziona il pezzo di diaframma di manzo sulla griglia nella parte più calda, lascia il coperchio aperto e rigira spesso la bistecca, indicativamente ogni minuto. In questo modo otterrai una perfetta cauterizzazione esterna senza correre il rischio di cuocere eccessivamente l'interno.
  • Verifica la temperatura al cuore con un buon termometro istantaneo. E’ una carne che non bisogna cuocere eccessivamente, il mio consiglio è di gustare questa bistecca con un grado di cottura al sangue, evita di andare oltre la cottura media.
  • Di seguito un breve riepilogo dei gradi di cottura della carne di manzo:
    – Cottura al blue: 43 – 49 °C
    Cottura al sangue: 49 – 54 °C
    – Media al sangue: 54 – 57 °C
    – Media: 57 – 63 °C
    diaframma sulla griglia
  • Raggiunto il grado di cottura desiderato, togli dalla griglia e lascia riposare la carne per 5-10 minuti su un tagliere coperta da un foglio di alluminio.
  • Trascorso il periodo di riposo, con un coltello ben affilato puoi procedere al taglio della carne in sottili striscioline. Il taglio deve essere fatto contro fibra, ovvero tagliando con il coltello perpendicolare al verso delle fibre della carne. Non sottovalutare questo aspetto fondamentale!
    diaframma di manzo alla griglia
  • Puoi servire semplicemente così, con una spolverata di sale Maldon ma l’accompagnamento perfetto è il Chimichurri!
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Keyword bistecca, manzo
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Quanto costa il diaframma di manzo al kg? (Prezzo e fattori che lo cambiano)

Il diaframma di manzo (skirt steak) è un taglio che per anni è stato considerato “da macellaio”, quindi spesso si trovava a prezzi bassi. Oggi, con la moda delle grigliate e dei tagli “USA style”, il prezzo è salito: in media puoi aspettarti circa 15–25 €/kg, ma non è una regola fissa.

Ecco cosa fa davvero la differenza sul cartellino:

  • Tipo di taglio: “diaframma” e “skirt steak” non sempre vengono venduti con la stessa precisione. A volte trovi porzioni più rifilate (meno scarti) e le paghi di più.
  • Qualità della carne: razza, alimentazione e frollatura incidono. Un animale ben marezzato e una carne più tenera costano di più, ma in griglia si sentono.
  • Origine (Italia vs estero): alcune importazioni (es. USA/Irlanda/Polonia) possono costare meno o più a seconda del periodo e della disponibilità.
  • Lavorazione del macellaio: se te lo fa già pulito e rifilato (membrane tolte, grasso sistemato), paghi un servizio che ti fa risparmiare tempo e ti evita sprechi.
  • Dove lo compri: macelleria specializzata, GDO, e-commerce: cambiano margini e “moda” del momento.

Consiglio pratico: quando chiedi il prezzo, specifica sempre se lo vuoi intero o già rifilato. È uno di quei tagli dove 2–3 euro al kg di differenza spesso non sono “carne migliore”, ma solo più lavoro di preparazione già fatto.

Approfondimenti da Pro

Outside Skirt vs Inside Skirt: differenze

Se hai la fortuna di parlare con un macellaio esperto o di acquistare carne americana, sappi che esistono due tipi di diaframma:

  • Outside Skirt (Diaframma esterno): È il taglio premium. Più spesso, più tenero e più uniforme. È il Santo Graal.
  • Inside Skirt (Diaframma interno): È più largo, più sottile e decisamente più fibroso. Richiede obbligatoriamente una marinatura per essere intenerito.

Come riconoscere un diaframma di manzo fresco

Quando sei davanti al banco macelleria, al di là del taglio specifico, verifica sempre questi tre indicatori di qualità:

Pezzo di diaframma di manzo crudo (skirt steak) sul tagliere, con le fibre muscolari ben visibili prima del taglio
Pulizia e preparazione del diaframma di manzo – Skirt Steak
  • 1. Il colore: deve essere rosso vivo, quasi scuro/violaceo. Se tende al marrone o al grigio, l’ossidazione è già avanzata.
  • 2. La consistenza: la carne deve essere soda ed elastica. Se appare molliccia o rilascia troppi liquidi nella vaschetta, lasciala lì.
  • 3. L’odore: deve sapere di “ferro” e carne fresca. Qualsiasi sentore acido o pungente è un campanello d’allarme immediato per questo taglio così delicato.

Altre ricette con il diaframma: tacos, involtini, brasato

Se fuori piove, se hai ospiti “difficili” sul grado di cottura, o semplicemente vuoi usare il diaframma in modo diverso dalla classica Skirt Steak alla griglia, sappi che questo taglio è molto più versatile di quanto sembri. Il punto è sempre lo stesso: o lo cuoci velocissimo, oppure lo porti su cotture lunghe… evitando la via di mezzo (che lo rende duro).

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Ripieno e arrotolato (involtino “da macellaio”)

Il diaframma, aperto a libro, è perfetto da farcire con aromi semplici (aglio, prezzemolo, scorza di limone, un filo d’olio) e arrotolare stretto. Lo rosoli bene fuori, poi lo finisci a calore più dolce finché è ancora rosato. Risultato: porzioni pulite, servizio facile e tanto sapore.

Tacos / fajitas (tagliato sottile controfibra)

Se lo cuoci al sangue/rosa e poi lo affetti sottile controfibra, diventa il taglio perfetto per ricette “da condividere”: tortillas, fajitas, panini. È una soluzione furba quando vuoi un piatto completo senza impazzire con contorni complicati.

Brasato e ragù (la lunga cottura che sorprende)

Forse non lo sai, ma il diaframma è ottimo anche nelle cotture lunghe. Tagliato a cubetti e cotto 2–3 ore nel pomodoro o nel vino, il tessuto connettivo si scioglie e la carne diventa morbidissima. È un trucco da intenditori per un ragù super saporito o un brasato “ignorante” (molto più intenso di tagli più blasonati).

Non solo manzo: diaframma di vitello (quando lo trovi)

Nella tradizione italiana si trova anche il diaframma di vitello, più tenero, più rosato e dal sapore meno “ferroso” rispetto al manzo.
Attenzione però: proprio perché è più delicato, non ama cotture aggressive e prolungate. Se lo fai alla griglia, vai di scottata rapida e servilo al sangue/rosa, senza inseguire una crosta troppo spinta.
Se invece lo cucini in casa, rende benissimo anche in padella con una rosolatura veloce e riposo breve (qui la parola chiave è: gentilezza, non “violenza”).

Valori nutrizionali: ferro e proteine nobili

Il diaframma è considerato un “superfood” nel mondo della macelleria.

  • Proteine: Circa 21-26g per 100g. Alto valore biologico.

  • Grassi: È un taglio magro (solo 4-6% di grassi), a differenza di costate o ribeye.

  • Ferro e Vitamine: Il colore rosso scuro non mente: è uno dei tagli con la più alta concentrazione di ferro biodisponibile e Vitamina B12. È ideale per sportivi o per chi cerca energia senza appesantire la digestione.

Non solo diaframma: altri tagli da scoprire

Se ti piacciono i sapori intensi e la carne rossa, ecco altre guide che non puoi perdere:

  • Picanha: la regina del barbecue sudamericano.
  • Flank Steak (Bavetta): la cugina del diaframma, magra e versatile.
  • Tomahawk: la bistecca più scenografica in assoluto.

Domande Frequenti sul Diaframma di manzo (FAQ)

Che differenza c’è tra Diaframma e Bavetta (Flank Steak)?

Sono tagli simili e spesso intercambiabili nelle ricette, ma hanno differenze. Il diaframma (Skirt) è più grasso, più saporito e più tenero se tagliato bene. La Bavetta (Flank Steak) è più magra, più spessa e ha un sapore di manzo intenso ma meno “ferroso”. Puoi leggere il confronto completo nella mia guida alla Flank Steak.

Perché il diaframma di manzo è diventato più caro negli ultimi anni?

Perché non è più un “taglio povero” come una volta. Il diaframma (Skirt Steak) è entrato nel giro delle ricette BBQ e delle steakhouse: più richiesta = meno disponibilità e prezzi che salgono. In più incide anche la lavorazione: spesso va rifilato (silverskin e parti dure) e la resa reale è più bassa di quello che vedi sul banco. Morale: lo paghi di più, ma se lo cucini bene ti ripaga con un sapore molto più intenso di tante bistecche “blasonate”.

Il diaframma va bene per il macinato?

Assolutamente sì. Grazie alla sua percentuale di grasso (intorno al 15-20% nelle razze buone) e al sapore intenso, è il taglio segreto per creare il blend perfetto per gli hamburger.

Come conservare il diaframma?

Essendo un taglio sottile e molto irrorato di sangue, tende ad ossidarsi in fretta (diventa marrone/grigio). Conservalo in frigo nella parte più fredda e consumalo entro 2 giorni dall’acquisto, oppure congelalo sottovuoto.

Che sapore ha il diaframma?

Ha un gusto molto più intenso (beefy) rispetto a un filetto o una costata. Essendo un muscolo molto irrorato di sangue, ha note “ferrose” e profonde che ricordano vagamente la selvaggina. È il taglio ideale per chi cerca la massima esplosione di sapore (umami).

Conclusioni: il re del “Quinto Quarto” ti aspetta

Spesso cerchiamo la bistecca perfetta spendendo cifre folli per filetti o costate frollate mesi. La verità è che il diaframma di manzo offre un’esperienza di gusto spesso superiore a una frazione del prezzo, a patto di saperlo domare.

Ora hai tutte le armi per farlo: sai come distinguere il diaframma dal pannicolo, come pulirlo dalla silverskin e, soprattutto, il segreto del taglio controfibra per renderlo tenero come il burro.

La prossima volta che accendi la griglia, lascia perdere i soliti tagli “nobili” e stupisci i tuoi ospiti con quella che, per me, è la vera essenza carnivora del barbecue. Buon divertimento!

Hai paura di servire un diaframma duro e “lessato”?

Il diaframma è un taglio incredibile ma molto sottile: se non hai ancora piena confidenza con le prese d’aria del tuo Kettle, rischi di cuocerlo male e ritrovarti con una carne grigia e gommosa.
Non andare a tentativi. Ho scritto il manuale “Master Touch” proprio per chi inizia: ti guido passo dopo passo, dal setup del carbone fino alla gestione di aria e temperatura senza ansia.

La guida pratica che avrei voluto avere io all’inizio.

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Didier
Didier
1 mese fa

5 stars
Carne eccellente, chiamata “onglet” in Francia, mangiato anche ieri in famiglia!… Cucinata su piastra di ghisa.
La ricetta è perfetta!

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